“A volte bisogna rischiar, fare altre cose. Occorre rinunziare ad alcune garanzie perché sono anche delle condizioni” - Tiziano Terzani
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I cardiologi calabresi a Lamezia Terme

Due giornate interamente dedicate alla sanità ed alle malattie cardiovascolari. Al T Hotel di Lamezia, grazie all’ottimo lavoro organizzativo del provider Xenia di Francesca Mazza, “nella terra dei due mari”, luminari, medici e professionisti del settore si sono dati appuntamento per discutere, dal basso, dinamiche e novità nel mondo sanitario. Il direttore scientifico, il dottor Eliezer Joseph Tassone, supportato dalla segreteria scientifica curata dal dottore Giuseppe Carullo, è stato fin troppo diretto nel corso dell’introduzione ai lavori. “Le malattie cardiovascolari costituiscono la prima causa di mortalità morbilità nei paesi industrializzati; questo dato epidemiologico è stato enfatizzato dalla pandemia da Covid appena trascorsa, che ha messo in ginocchio la Sanità tutta. Il riscontro obiettivo di una Sanità in sofferenza, ancor più pronunciato in una terra martoriata e di difficile gestione come la Calabria, che non riesce a garantire i servizi essenziali alla popolazione del luogo, costretta sempre più spesso all’emigrazione sanitaria, alle lunghe attese per esami considerati di routine o che richiedano effettuazione urgente o peggio ancora alla rinuncia delle cure che vengono scoraggiate dalla lunghezza dei tempi e dalle difficoltà logistiche, contribuisce, inevitabilmente, a generare maggiore morbilità e mortalità tra le persone spesso più fragili e anziane, maggiore incremento delle ospedalizzazioni che influenzano negativamente la prognosi, incremento concomitante dei costi sanitari e quindi della spesa sociale e, in ultima analisi, maggiore sfiducia nella Sanità e nelle istituzioni”, ha affermato il dottor Eliezer Joseph Tassone.
Alla luce di queste considerazioni, “vi è l’obbligo di riconsiderare la Cardiologia tutta (ospedaliera ed extraospedaliera) quale branca clinica incentrata alla prevenzione cardiovascolare (primaria e secondaria) e di intensificare i percorsi di diagnosi e cura finalizzati alla riduzione dell’ospedalizzazione e delle complicanze”, è emerso nella giornata inaugurale del convegno.
“L’obiettivo formativo di questo evento è quello di creare una sinergia tra territorio, Mmg, specialista territoriale e ospedaliero, al fine di condividere nuove significative evidenze cliniche e scientifiche inerenti alla gestione delle più importanti e frequenti malattie cardiologiche (cardiopatia ischemica scompenso cardiaco, valvulopatie, fibrillazione atriale, tromboembolia polmonare, islipidemie, ipertensione arteriosa, malattia diabetica, malattia vascolare periferica) per poterle poi trasferire nella pratica clinica creando dei percorsi assistenziali che possano recuperare una gestione ottimale della sanità in ambito cardiologico, dal punto di primo intervento periferico fino al centro di III livello ospedaliero”, ha spiegato il responsabile scientifico, il dottor Eliezer Joseph Tassone.
Molto seguite ed apprezzate anche le altre sessioni di lavoro prima delle lezioni magistrali di Indolfi, Maselli, Perticone e Mancuso.
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