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La “Croce della Misericordia” giunge in pellegrinaggio al carcere di Catanzaro

“La speranza è sempre possibile. Misericordia e riconciliazione sono sempre necessarie”.

E’ questo il messaggio che porta con sé la “Peregrinatio Crucis”, la Croce della Misericordia, attesa a Catanzaro dal 27 al 29 maggio. La Croce, realizzata dai detenuti del carcere di massima sicurezza di Paliano e benedetta da papa Francesco il 14 settembre 2019, raggiunge da allora in pellegrinaggio gli istituti penitenziari di tutta Italia per annunciare la salvezza di chi, vivendo nelle tenebre, pensa di non averne più diritto. Ed invece, la Croce, che entra negli Istituti penitenziari, vuole essere un segno di liberazione del cuore dalle catene dell’indifferenza anche per i condannati a vita e, in modo particolare, per gli ergastolani marchiati dalla legge umana “fine pena mai”. In quanto persone, anche per essi c’è la fiammella della speranza perché, come recita il Vangelo della carità: “Non private a nessuno del diritto di ricominciare”.
A darle accoglienza sabato 27 maggio, alle ore 10, davanti al cancello dell’Istituto penitenziario “Ugo Caridi” di Catanzaro, sarà la direttrice Patrizia Delfino, il cappellano don Giorgio Pilò e gli agenti che, direttamente dalle mani dell’arcivescovo di Catanzaro -Squillace, monsignor Claudio Maniago, porteranno la Croce dentro i luoghi di cui si compone il carcere, perché la sua benedizione arrivi a tutta la popolazione carceraria, nelle caserme, negli uffici amministrativi, nell’area educativa, nel reparto ospedaliero, ma soprattutto nei padiglioni in cui sono ospitati i detenuti. La prima celebrazione liturgica, dedicata ai detenuti di massima sicurezza, sarà alle 13.30, con l’animazione di un gruppo parrocchiale di Lamezia Terme che reciterà il rosario meditato sul tema della misericordia.

Domenica 28 maggio, alle ore 10, la Croce sarà portata nella parrocchia Santa Maria della Speranza, in viale Isonzo, per dare conforto alle famiglie dei detenuti che prenderanno parte alla messa. Un pensiero particolare sarà infatti rivolto a quanti vivono il peso della lontananza dei propri cari a causa di condanne giudiziarie ed hanno bisogno di tenere viva la fiammella della speranza.
Lunedì 29 la Croce farà ritorno in carcere per le ultime celebrazioni nei padiglioni di media sicurezza, sia al mattino che al pomeriggio, alla presenza degli agenti, degli operatori e dei volontari che svolgono la propria opera all’interno del carcere, tutti coinvolti in un momento di grande significato spirituale, che attesta la vicinanza pastorale della Chiesa verso le nuove periferie emarginate dalla società.
La “Peregrinatio Crucis” è infatti un evento di Grazia, di fede e di consolazione. “Un’ opportunità da vivere con la certezza che, il Cristo crocifisso, rifiutato dagli uomini, viene a toccare le ferite della nostra vita, così che dalla solitudine nasce l’invito a riprendere il cammino” così ha affermato don Raffaele Grimaldi, Ispettore dei Cappellani delle carceri d’Italia.

La Croce, dunque, realizzata dai detenuti e ad essi dedicata, entra nelle carceri di tutta Italia per offrire la gioia del Vangelo, la forza per rialzarsi e il coraggio di riprendere in mano la bellezza della vita, con l’umiltà di riconoscere i propri errori e chiedere perdono a Dio Padre ricco di misericordia.

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