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Catanzaro: il gruppo Lega presenta una mozione consiliare per sollecitare una legge sul divieto universale di accesso alla maternità surrogata

Il gruppo Lega del Comune di Catanzaro di Catanzaro ha depositato una mozione consiliare per far sì che il Consiglio Comunale esprima “ferma condanna nei confronti di coloro che si affidano alla pratica dell’utero in affitto incentivando lo sfruttamento del grembo di una donna per fini economici e la mercificazione di bambini”. In particolare, la mozione mira a far impegnare il sindaco e la Giunta “a sostenere e sollecitare, per tramite del Presidente della Camera dei deputati, la più celere calendarizzazione di tre proposte di legge (AC. 342/2022, AC. 887/2023 e AC. 1026/2023), affinché sia al più presto introdotto nella legge della Repubblica Italiana un esplicito divieto universale di accesso alla pratica della maternità surrogata anche in Paesi stranieri”.
“L’introduzione di tale divieto- spiegano i consiglieri della Lega- non pare più ulteriormente rinviabile, anche alla luce delle recenti vicende di cronaca (manifestazione del 18 marzo scorso a Milano delle “famiglie Arcobaleno”) e delle dichiarazioni del Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Eugenia Roccella, che, alla luce della richiamata pronuncia delle Sezioni Unite di Cassazione, ha affermato “faremo una legge contro l’utero in affitto””.
I consiglieri della Lega nella mozione hanno spiegato che “ai sensi dell’articolo 12, comma 6, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, in Italia la pratica della maternità surrogata è considerata un reato punibile con la pena della reclusione da tre mesi a due anni e con pena pecuniaria da 600.000 a 1 milione di euro.  Questo divieto, tuttavia, opera solo a livello nazionale e nulla prevede per i casi in cui la pratica della maternità surrogata sia praticata all’estero, nei Paesi in cui essa è tollerata o addirittura permessa.
Per colmare questa lacuna normativa sono state presentate alcune proposte di legge di modifica dell’art. 12 della Legge n. 40/2004, finalizzate ad ostacolare qualunque pratica che possa configurarsi come traffico commerciale di bambini, prevedendo l’introduzione di un esplicito divieto per gli italiani di accesso alla pratica della maternità surrogata anche in Paesi Stranieri. Le Proposte di Legge sono attualmente al vaglio della Commissione Giustizia della Camera”.
 
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