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Catanzaro al ballottaggio, Donato e i suoi: “Fiorita sarebbe sindaco senza maggioranza, non è un scandalo dirlo”

“Marco Polimeni durante la manifestazione di Forza Italia a sostegno di Valerio Donato per il ballottaggio ha affermato: ‘In caso di vittoria di Nicola Fiorita si sovvertirebbe di fatto la volontà popolare e noi saremmo pronti a dimetterci o a non votare le pratiche di matrice politica come il Bilancio, che porterebbe a una paralisi dei lavori (in caso di mancata approvazione, infatti, le dimissioni dei consiglieri rappresenterebbero un atto dovuto). Perché se è legittimo che si possano fare patti su argomenti di interesse generale per il superiore interesse della comunità, non è altrettanto immaginabile la nostra svendita per garantire una maggioranza a chi non ce l’ha, ribadisco, per volere dei catanzaresi. Che al primo turno hanno fatto una scelta chiara’. Non ha aggiunto altro che non fosse un ragionamento politico e giuridico, quello che può anche non piacere in modo strumentale, ma tale resta”. Inizia così la nota dei rappresentanti dei partiti e dei movimenti della coalizione per Valerio Donato Sindaco.

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“A margine di un ragionamento politico di schieramento parlare di un possibile “golpe” fa sorridere, perché quello che emerge – continuano – è un dato di infantilismo comportamentale e dialettico, quello del copia e incolla sui social e, che rappresenta il nulla se al centro mettiamo la politica che non si riassume come se fosse un campus estivo. Il dato è oggettivo: la maggioranza dei cittadini elettori ha fatto una scelta eleggendo con il 52,34% dei consensi 18 consiglieri nello schieramento del candidato sindaco Valerio Donato. Già questo è un elemento che richiama ad una responsabilità enorme, quella di garantire un’amministrazione alla città seguendo un percorso di idee e di programma. Se è così, appare legittimo politicamente rivendicare un ruolo scelto dai cittadini, tanto che nella nefasta ipotesi irrealizzabile di una vittoria di Nicola Fiorita, questa responsabilità si amplifica ed assume un carattere dirimente se, nonostante le lezioni di moralismo, non si voglia fare scadere il valore della politica al punto più basso della consociativismo.

Non è uno scandalo ribadire, come è giusto, che si tratterebbe di un sindaco senza maggioranza e che, determinate pratiche che hanno un valore politico, come il bilancio non avrebbero una matrice univoca, ma andrebbero necessariamente a verifica sulla base della consistenza dei numeri e di un progetto politico-amministrativo diverso da un sindaco azzoppato. Altra cosa è cercare responsabilmente la convergenza su argomenti che hanno alla base il bene della città, dove la diversità politica di vedute e di obiettivi non diventa ostativa.

Continuare ad agitare irresponsabilmente la città di Catanzaro, inneggiando ad un intifada inesistente che spacca ulteriormente la sensibilità dei cittadini e la loro visione della politica è un atto di terrorismo politico rispetto al quale intendiamo fermamente prendere le distanze”.

 

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