“Ogni falsità è una maschera, e per quanto la maschera sia ben fatta, si arriva sempre, con un po' di attenzione, a distinguerla dal volto” - Alexandre Dumas - “I tre moschettieri”
HomeCalabriaMare Monstrum, Calabria quarta in Italia per illegalità sulle coste: 1.929 reati...

Mare Monstrum, Calabria quarta in Italia per illegalità sulle coste: 1.929 reati nel 2025

La Calabria resta tra le regioni italiane maggiormente esposte ai reati commessi ai danni del mare e delle coste. Nel 2025 sono stati 1.929 gli illeciti penali accertati sul territorio regionale, un dato che colloca la Calabria al quarto posto nella graduatoria nazionale, alle spalle di Campania, Puglia e Sicilia.

È uno degli elementi che emerge dalla ventottesima edizione di “Mare Monstrum”, il rapporto di Legambiente costruito sulla base delle attività svolte dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto nelle 15 regioni e nelle 61 province costiere italiane.

Il peso del Mezzogiorno continua a essere particolarmente rilevante. Campania, Puglia, Sicilia e Calabria raccolgono insieme il 53,6% dei reati contestati a livello nazionale. In testa c’è ancora la Campania con 4.002 episodi, seguita dalla Puglia con 2.599, dalla Sicilia con 2.448 e, appunto, dalla Calabria con 1.929.

Una situazione che non rappresenta un fenomeno occasionale. Guardando agli ultimi 26 anni, dal 1999 a oggi, in Italia sono stati accertati complessivamente 483.195 reati legati al mare e alle coste. Di questi, 260.399, pari al 53,9%, riguardano proprio le quattro regioni meridionali che occupano le prime posizioni della graduatoria.

A livello nazionale, nel corso del 2025 le forze dell’ordine e le Capitanerie hanno individuato 20.490 reati, con una diminuzione del 20,4% rispetto all’anno precedente. A questi si aggiungono 36.322 illeciti amministrativi, in calo del 10,3%. Complessivamente sono state quindi registrate 56.812 violazioni, equivalenti a circa 156 casi ogni giorno e più di sei ogni ora.

Secondo Legambiente, tuttavia, la diminuzione non deve essere interpretata necessariamente come un miglioramento della situazione.

«Un calo, solo apparente», sottolinea l’associazione ambientalista, spiegando come il dato sia legato anche alla diminuzione dei controlli effettuati sul territorio, scesi a 750.828, il 19,8% in meno rispetto al 2024, oltre che all’effetto deterrente prodotto dall’inasprimento delle pene previste per i reati ambientali.

A rappresentare la principale minaccia per il mare italiano è oggi l’inquinamento, soprattutto quello riconducibile alla gestione illegale dei rifiuti e alle carenze nella depurazione. I reati di questo tipo sono stati 7.317, il 35,7% del totale.

L’inquinamento supera così il ciclo illegale del cemento, che con 6.189 reati rappresenta il 30,2% dei casi contestati. Al terzo posto compare la pesca illegale, con 4.338 reati, pari al 21,2%. Cresce inoltre in maniera significativa la quantità di attrezzi e reti sequestrati: 11.243, con un aumento del 52,7% rispetto al 2024.

Completano il quadro le violazioni del Codice della navigazione e delle norme sulla nautica da diporto, riscontrate anche all’interno delle aree protette. In questo settore sono stati accertati 2.646 reati, il 12,9% del totale, con una crescita del 17,4% in un anno.

Fuori dalle prime quattro posizioni si segnala la Liguria, quinta con 1.581 reati e un incremento del 9% rispetto al 2024. Seguono Lazio con 1.443 casi, Sardegna con 1.356 e Toscana con 1.162.

In diminuzione anche le persone denunciate, 21.726 (-19,2%), e gli arresti, scesi a 93 (-31,1%). I sequestri effettuati sono stati invece 3.267, il 19,9% in meno rispetto all’anno precedente. Sul versante amministrativo sono state applicate 37.680 sanzioni, per un valore superiore a 191 milioni di euro.

Il rapporto è stato diffuso in occasione del sedicesimo anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica. Sabato 5 settembre, ad Acciaroli, il Comune di Pollica e Legambiente lo ricorderanno con un’iniziativa pubblica durante la quale sarà assegnato anche il Premio Angelo Vassallo, destinato ogni anno alle amministrazioni locali che si distinguono nella tutela dell’ambiente e nel contrasto alle illegalità.

Articoli Correlati