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Ponte sullo Stretto, Pavone e Idone: “Legittimo e fondato il ricorso al Tar. Al primo posto i cittadini”

“In merito alla recente sentenza con cui il Tribunale Amministrativo Regionale Lazio ha rigettato il
ricorso promosso dalla Città di Villa San Giovanni in sinergia con la Città Metropolitana di Reggio
Calabria, avverso il parere della Commissione Tecnica VIA-VAS relativo al progetto del Ponte sullo
Stretto, riteniamo necessario ribadire con fermezza la piena legittimità e fondatezza dell’iniziativa
intrapresa dai due enti locali.
Il ricorso non ha rappresentato un atto meramente oppositivo, bensì uno strumento istituzionale
volto a garantire la tutela del territorio, dell’ambiente e degli interessi delle nostre comunità,
direttamente coinvolte da un’opera di estremo impatto. In questo senso, l’azione si inserisce
pienamente nel quadro dei principi di leale collaborazione tra livelli di governo e di partecipazione
attiva ai procedimenti decisionali che incidono profondamente sul futuro del territorio.
I giudici, in una pronuncia che rispettiamo, dichiarano i pareri della Commissione Tecnica, nonché la
delibera IROPI del Consiglio dei Ministri come atti endoprocedimentali non immediatamente lesivi
degli interessi di cui sono latori gli Enti territoriali ricorrenti e pertanto si rimanda al CIPESS in sede
di validazione del progetto definitivo.
Validazione non avvenuta, come noto, per la decisione della Corte dei Conti di negare il visto di
legittimità alla delibera CIPESS 41/2025 del 6 agosto 2025.
I giudici stessi affermano di “non poter biasimare” l’azione dei due enti.

Resta fermo il valore politico, amministrativo e tecnico delle questioni sollevate, che rivendichiamo
con fermezza.
L’azione promossa dalla Città di Villa San Giovanni e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria si
configura come un esercizio responsabile delle prerogative istituzionali, finalizzato a garantire
trasparenza, approfondimento e rispetto delle specificità territoriali. In tale prospettiva, l’iniziativa
conserva intatta la propria validità sostanziale, indipendentemente dall’esito processuale. Il ricorso ha
infatti sottolineato criticità rilevanti sotto il profilo ambientale, procedurale e infrastrutturale,
stimolando una riflessione necessaria su un’opera strategica di portata nazionale.
Le perplessità sull’iter seguito fino a questo momento rimangono tutte.
A fronte del mancato visto di legittimità della Corte dei Conti, assistiamo infatti in queste ultime ore
alle rimodulazioni previste dal Decreto Legge 32 Commissari, nel quale si continua a fare riferimento
in maniera restrittiva al ruolo del Consiglio superiore dei lavori pubblici, finendo per limitarne la
necessaria azione di verifica.
Come poi emerso proprio in Senato in Commissione Ambiente durante l’audizione di Anac sul citato
Decreto, permane ad avviso dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione la necessità di procedere a una
nuova gara pubblica, alla luce della evidente violazione delle norme comunitarie e segnatamente
dell’art. 72 della Direttiva 2014/24 sui contratti.

Continueremo a vigilare su questo iter progettuale, che non offre le necessarie garanzie di tutela al
nostro territorio. Non c’è reale sviluppo sostenibile futuro, senza ascolto delle esigenze del territorio
e analisi adeguata della sostenibilità ambientale e della sicurezza delle comunità locali.
I diritti dei nostri concittadini sono stati già ristretti dalla reiterazione dei vincoli d’esproprio, dalla
infinita successione di ritardi e lungaggini burocratiche procedimentali nonché dalla mancanza di
approfondimenti in fase di procedura Via-Vas.
Senza dimenticare che i cittadini delle regioni Calabria e Sicilia continuano a pagare un prezzo
altissimo in termini di programmazione delle politiche pubbliche, con il “congelamento” sine die di
fondi importanti per lo sviluppo sociale ed economico delle due Regioni”.

Così in una nota di “Spazio Democratico”.

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