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Il Centro Internazionale Scrittori e la chiesa degli artisti di Reggio Calabria presentano il volume “Thomas Hardy. Ritratto di un narratore” di Domenico Cingari

Il Centro Internazionale Scrittori e la chiesa degli artisti di Reggio Calabria, mercoledì 10 aprile nella Sala San Giorgio della stessa chiesa, nell’ambito del ciclo di letteratura mondiale di lingua inglese, hanno presentato il volume: “Thomas Hardy. Ritratto di un narratore” di Domenico Cingari, Le Càriti Editore. Sono intervenuti: don Antonio Cannizzaro, parroco della chiesa di San Giorgio al Corso e Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Con il contributo di slides ha relazionato Silvana Comi, prof. di Lingue e Letteratura Inglese, componente del Comitato Scientifico del Cis, che ha svolto una ampia relazione corredata da immagini e citazioni per inquadrare tutte le complesse tematiche trattate nella ricchissima analisi delle opere di Hardy, così ampiamente svolta dal prof. Domenico Cingari. Le pagine più belle sono quelle che hanno rapporto con la poesia e connotano l’aspetto lirico del mondo di Hardy, la sua tecnica di scrittura viene considerata cinematografica per la suddivisione in scene, per le ampie panoramiche e per i primi piani. L’autore del saggio, fornisce una visione completa dello scrittore inglese, attraverso due livelli di indagine, quello letterale (l’intreccio i dialoghi, i personaggi e il loro rapporto col paesaggio) e quello strutturale (l’humus hardiano e i fenomeni culturali filosofico-ideologici che lo vivificano). Il prof. Pasquale Amato ha sottolineato l’importanza delle radici e della formazione del romanziere. Domenico Cingari, prof. di lingue e letteratura inglese, studioso del periodo vittoriano e del primo Novecento, autore del volume ha ulteriormente approfondito i temi della natura e della donna nelle opere di Hardy quali “Via dalla pazza folla” “ Il ritorno alla brughiera” “Tess” ,” Jude l’oscuro” , del pensiero filosofico e religioso dello scrittore, autore eminente del periodo di transizione tra l’età vittoriana e l’età moderna e ha raccontato la genesi del suo saggio sottolineando la sua passione per un autore difficile, ricco di spunti di riflessione, con una visione complessa e articolata del problema esistenziale. Hardy è un pessimista fatalista, la realtà è intrisa di male, l’uomo è un individuo sensibile ed imperfetto, un lottatore destinato alla sconfitta in un mondo assurdo che lo ricompensa con la morte.

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