“L'arte di non sapere, che non dev'essere confusa con l'ignoranza, perchè gli ignoranti non sono responsabili della loro triste condizione, nasce da un'idea autolatra ed egocentrica del mondo e della società” - Luis Sepúlveda
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Radio No Borders, giovani protagonisti grazie al progetto “Speak Up!”

E’ stato presentato all’Unical “Speak Up!” il nuovo progetto di solidarietà avviato dall’associazione Entropia APS a Rende nell’ambito del Corpo Europeo di Solidarietà. Il progetto, animato da un team di volontari, ha l’obiettivo di stimolare la partecipazione ed il protagonismo giovanile attraverso lo strumento radiofonico, la realizzazione di laboratori e la produzione di podcast. Le attività si svolgeranno presso Radio No Borders al DAM (Edificio Polifunzionale Unical), antenna digitale del network ANG in Radio nata tre anni fa da un altro progetto di Entropia ed oggi parte del circuito ARCI On Air.

“L’idea è che tramite la radio – afferma Daniela Ielasi, coach e giornalista che seguirà i volontari ESC per tutto il progetto – i giovani possano far sentire non solo la propria voce ma anche le proprie idee”. Infatti, il progetto parte proprio da cinque giovani promotori, Francesca, Bruna, Ramiro, Deborah – ex volontari del Servizio Civile Universale – e Alice, che insieme hanno già prodotto per Radio No Borders i podcast “Carpe Diem” e “Parla come mangi”. “È stata un’esperienza divertente che ci ha consentito di uscire dalla nostra comfort zone e di imparare a lavorare come una squadra – racconta Bruna –, perché ognuno ha avuto la possibilità di esprimere le proprie idee e mettere in gioco le proprie capacità in base anche a quelli che erano i bisogni della comunità”.

“Con questo progetto vorremmo coinvolgere tutti i giovani della nostra comunità” – afferma Ramiro – per questo motivo il progetto è aperto a tutti gli studenti italiani e internazionali, giovani del territorio cosentino ed anche agli ospiti dei centri di accoglienza della zona, che già frequentano il DAM per le attività linguistiche ad esempio. L’inclusione infatti è l’altra caratteristica peculiare di “Speak Up!”, che guarda alle differenze linguistiche e culturali come un elemento di ricchezza e non di ostacolo alla socialità e alla conoscenza reciproca.

“Date sempre voce alle vostre idee – afferma Alice – non pensate mai che sia qualcosa di stupido o al di fuori del normale”. Durante l’incontro i presenti si sono dimostrati molto interessati a partecipare e a calarsi subito nelle attività in programma. I primi laboratori, infatti, sono già pronti a partire. Ogni lunedì l’attore teatrale Ernesto Orrico si occuperà del laboratorio sul corretto utilizzo della voce, affinché i futuri speaker possano comunicare in maniera espressiva, coinvolgente e interessante, utilizzando dei testi che potrebbero essere anche uno stimolo per i temi da trattare. Mentre il giovedì il conduttore radiofonico Antonello Formosa curerà il laboratorio di redazione e conduzione, in modo da entrare nel vivo della radio, cimentarsi con la scrittura di testi per la radio e apprendere tecniche di improvvisazione.

A questa fase formativa iniziale, che vedrà anche la partecipazione di ulteriori giornalisti ed esperti, seguirà la fase vera e propria di podcasting. A partire da gennaio i partecipanti avranno il compito di dedicarsi alle diverse e delicate fasi di realizzazione di un podcast: decidere i contenuti, il format e i temi da affrontare nei sei podcast da produrre, scrivere i testi, registrare, editare e pubblicare entro la fine del progetto prevista a giugno.

I ragazzi intenzionati a partecipare in maniera più attiva al progetto, avranno inoltre la possibilità di diventare volontari del Corpo Europeo di Solidarietà insieme ai promotori di “Speak Up!” e, come loro, riceveranno l’attestazione YouthPass che certificherà tutte le capacità trasversali maturate.

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