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“Conversioni”, ha aperto i battenti la personale di Caterina Arcuri al Bocs Museum

È stata inaugurata nella mattinata di giovedì 1° giugno la mostra personale di Caterina Arcuri dal titolo “Conversioni”, che sarà ospitata dal Bocs Museum di Cosenza fino al prossimo 1º luglio (sarà visitabile gratuitamente secondo i seguenti orari: dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato, dalle 9 alle 13).

L’esposizione chiude il primo ciclo di mostre organizzate dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro in collaborazione con il museo cosentino grazie all’accordo sottoscritto con l’amministrazione comunale bruzia.

 

«La mostra vuole essere un breve viaggio attraverso i dualismi che contraddistinguono la nostra personalità: spirituale-corporeo, maschio-femmina, realista-idealista – ha detto l’artista nell’illustrare il suo lavoro -. Si tratta di un viaggio alla fine del quale ognuno potrà compiere una scelta, sebbene, come suggerisce il mio lavoro, tale scelta sia sempre molto difficile. Come tutti i miei progetti, anche questa mostra fa riferimento al luogo in cui è allestita. D’altronde, “Conversioni” è un titolo ispirato da un luogo nato come convento, trasformato poi in caserma fino a essere convertito in giardino e museo. Protagoniste della mostra sono sculture che fanno riferimento al mio concetto di “corpo assente”: parti anatomiche che, colpite dalla luce, proiettano ombre che suscitano quesiti: cosa sappiamo, noi, di chi ci sta difronte? Cosa leggono gli altri in noi quando ci guardano?».

 

A curare anche questo allestimento i docenti Aba Giuseppe Negro e Simona Caramia, quest’ultima direttrice artistica del progetto “Ceilings” all’interno del quale si inscritto il ciclo di mostre: «Si chiude un ciclo partito con Simone Bergantini e passato per Bruno La Vergata, Zeroottouno, Luca Sivelli e Vladymir Costabile e Andrea Grosso Ciponte – ha ricordato Negro -. È stato un bel percorso che ha permesso, tra le altre cose, agli studenti dell’Accademia di Catanzaro di lavorare “sul campo” applicando in concreto le competenze sviluppate in aula».

 

«Dal 2018 – ha aggiunto Caramia – abbiamo avviato una serie di iniziative strategiche di valorizzazione delle collezioni museali della Calabria grazie alla collaborazione con direzione generale musei Calabria e con la direttrice del Bocs Museum: si è trattato, e continueremo a operare in questo senso, di azioni volte a promuovere il patrimonio, a sviluppare una rete di professionalità e collaborazioni istituzionali solide, a inserire i nostri studenti all’interno del contesto culturale e artistico calabrese facendo sì che mettano a frutto il lavoro in Accademia e conoscano gli spazi e i beni del territorio calabrese».

 

Per Marilena Cerzoso, direttrice del Bocs Museum, il percorso condiviso con l’Aba di Catanzaro ha prodotto un «bilancio molto proficuo perché l’accordo ci ha consentito di rispondere appieno alla vocazione dello spazio espositivo del Bocs Museum. La presenza delle competenze dei docenti dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e il lavoro degli studenti hanno fatto sì che questo museo potesse riacquistare la sua idea originaria».

Ma la collaborazione non si concluderà con la chiusura della mostra. Già dal 2 luglio prossimo, infatti, l’Accademia assieme ai suoi studenti che stanno già lavorando sul patrimonio artistico del museo, riorganizzerà gli spazi espositivi del Bocs dando così la possibilità a turisti e visitatori di scoprire il patrimonio museale nel corso della bella stagione. Da ottobre, poi, in arrivo nuove iniziative.

 

A testimoniare il valore sociale e culturale della collaborazione, all’inaugurazione della mostra di Caterina Arcuri è intervenuta anche Antonietta Cozza, consigliera comunale di Cosenza: «Questo connubio è veramente vincente, l’amministrazione comunale di Cosenza tiene molto a cuore questo luogo e siamo felici che la sua valorizzazione passi attraverso questo accordo con l’Accademia di Catanzaro. In questo senso, voglio ringraziare la direttrice Cerzoso per aver curato nel tempo questa collaborazione».

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