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A Vallefiorita la Festa della Divina Misericordia

Clima di attesa pienamente vissuto con gioia e intensa spiritualità questa mattina a Vallefiorita, dove la comunità parrocchiale ha accolto mons. Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro – Squillace, in occasione della Festa della Divina Misericordia.

Un appuntamento che ha saputo unire dimensione religiosa e identità territoriale, richiamando fedeli e cittadini in un momento di forte partecipazione collettiva. L’iniziativa, promossa dalla Parrocchia San Sergio e Soci in collaborazione con l’amministrazione comunale, si è configurata come una manifestazione capace di coinvolgere l’intero tessuto locale.

«Era giusto che sua eccellenza il vescovo conoscesse uno spaccato di vita ordinaria pur nella straordinarietà del momento», ha evidenziato il parroco di Vallefiorita don Salvatore Gallelli, dando il via a una giornata dal carattere festoso e partecipato. Tra i presenti, il vicario foraneo don Antonio De Gori, il sindaco Salvatore Megna con la maggioranza consiliare, il comandante dei carabinieri di Squillace Andrea Conte, il consigliere regionale Enzo Bruno, la minoranza in seno al Consiglio comunale, la Pro Loco, fedeli  e famiglie.

La giornata si è aperta con l’accoglienza dell’arcivescovo in Piazza Matteotti, primo momento di incontro diretto con la comunità. A seguire, mons. Maniago ha presieduto la Santa Messa nella parrocchia di San Sergio e Soci.  Il giorno dell’Ottava, nel corso dell’omelia mons. Maniago ha sottolineato l’importanza della Pasqua come tempo di pace, di conciliazione e di speranza. «La nostra fede ha davvero un cuore –  ha detto – crediamo in Gesù morto e risorto e vivo in mezzo a noi».

L’Arcivescovo ha invitato i fedeli a riflettere sulla centralità di Gesù nella nostra vita e sull’importanza della comunità, della chiesa, dell’altare, della croce e del pane spezzato come simboli della nostra fede e della nostra rinascita a una vita nuova. «Il senso della Pasqua è la comunità, la chiesa, l’altare, la croce, il pane spezzato –   ha insistito monsignor Maniago – . È un tempo per ritrovare la nostra identità di cristiani e vivere la nostra fede in modo autentico e significativo». Il presule ha concluso con un invito a vivere la risurrezione di Cristo in modo più profondo e significativo «piantando Gesù al centro della nostra vita».

Al termine della funzione religiosa, il corteo si è diretto verso la Cona di San Rocco, in Corso Europa. Qui si è svolto uno dei momenti più significativi della giornata: lo svelamento e la benedizione del dipinto di Giovanni Paolo II, opera dell’architetto Claudio Bongarzone, realizzata con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Il sindaco Megna ha sottolineato il valore della visita pastorale:«Un segno tangibile, visibile e concreto di attenzione verso la nostra comunità». Rivolgendosi all’autore, ha aggiunto: «Grazie per un gesto carico di profondo senso di generosità e sensibilità».  Emozionante il ricordo personale di Bongarzone: «Mi colpirono i suoi occhi blu cobalto rivolti a tutti, pieni di vita ma nello stesso tempo di sofferenza. Già allora pensai che avesse in nuce il dono della santità».

La scelta della Festa della Divina Misericordia come cornice della visita ne amplifica il significato simbolico. La ricorrenza, istituita proprio da Giovanni Paolo II nel 2000 durante la canonizzazione di Faustina Kowalska, richiama il cuore del messaggio cristiano: la misericordia di Dio. Mons. Maniago, tra l’altro, è stato uno degli ultimi vescovi nominati da Wojtyla. Lo stesso pontefice ne sottolineò l’importanza anche nell’enciclica Dives in Misericordia del 1980. Una coincidenza carica di significato lega inoltre la sua morte – il 2 aprile 2005 – alla vigilia della festa, celebrata quell’anno il 3 aprile. Coincidenza nelle coincidenza, quasi divina.

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