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Salone del Libro di Torino, il professore Pasquale Amato presenterà il suo saggio sulla storia del bergamotto di Reggio Calabria

IL 9 MAGGIO, ALLE ORE 16,00 NEL SALONE DEL LIBRO DI TORINO, LO STORICO PROF. PASQUALE AMATO PRESENTERA’ IL SUO SAGGIO SULLA “STORIA DEL BERGAMOTTO DI REGGIO CALABRIA” NELLO SPAZIO DELLA CITTA’ METROPOLITANA DI REGGIO CALABRIA (Padiglione Oval) ASSIEME AD ANTONELLA CUZZOCREA (Città del Sole Edizioni).

Amato ha ricostruito l’affascinante storia del prezioso agrume autoctono di cui la città di Reggio Calabria e la fascia costiera della sua provincia da Scilla a Monasterace detengono l’esclusiva mondiale da secoli.

Il percorso storico che ne è scaturito è quello delle vicende di un’intera comunità, coinvolta nel destino del suo giacimento più ricco; vicende incastonate nello scenario sia dell’Area dello Stretto che dell’intero Mezzogiorno, elementi che sono co-protagonisti perché i loro destini hanno coinciso con quelli del bergamotto, influenzandone successi e cadute; vicende che, almeno dalla seconda metà del Seicento, si sono intrecciate con la storia dell’Europa e del mondo, diretta conseguenza della proiezione dapprima europea e poi mondiale in cui l’unicità e le eccezionali qualità del Principe degli Agrumi hanno trascinato la società e l’economia del territorio.

Ne è venuto fuori un affresco affascinante che va dalla misteriosa origine avvolta nella leggenda al gran debutto nella Corte del Re Sole a Versailles; dal Café Procope alla conquista di Salotti, caffè e botteghe del secolo dei Lumi; dall’affermazione dell’Acqua di Colonia nel 1704 alla prima piantagione nel 1750; dalla “borghesia del bergamotto” alla “Città del Bergamotto”; dall’ultima fase d’oro dopo l’unità alla prima crisi, alle sofisticazioni e all’attacco del sintetico; dall’analisi delle ragioni del ciclo produttivo incompiuto e degli “affari degli altri” ai segni di ripresa dell’alba del ‘900 sino allo spartiacque del catastrofico terremoto del 1908.

Amato ha voluto infine tracciare il quadro dell’ultimo decennio, che ha rappresentato la ripresa della centralità del bergamotto. Una ripresa che ha avuto sprazzi di luce come il rilancio dell’uso alimentare, il riconoscimento del Marchio DOP dall’Unione Europea, due leggi di tutela nazionale e regionale, l’avvio dell’Istituto Superiore di Profumeria sino alla prospettiva del Distretto del Bergamotto. Un progetto che completerebbe in una logica di eco-sviluppo quel ciclo economico che, per le più svariate ragioni individuate e descritte dall’autore, non si è mai realizzato.

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