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Siglato Protocollo d’Intesa fra UNAR e Osservatorio della Calabria contro discriminazioni sul lavoro, Mancuso: “Grande soddisfazione”

“Il Protocollo d’Intesa siglato (a Palazzo Chigi) dalla presidente dell’Osservatorio contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro della Calabria Ornella Cuzzupi e dal direttore dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali’ (Unar) Mattia Peradotti, punta a migliorare la qualità delle condizioni di lavoro dei cittadini, nonché  a sostenere e implementare tutti gli aspetti che attengono l’informazione e la partecipazione, ma anche la formazione, l’assistenza e la prevenzione in materia di lavoro”.

Il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso ha espresso il suo apprezzamento alla presidente Cuzzupi, “per essere riuscita a definire un importante Protocollo di impegno bilaterale con un prestigioso organismo dello Stato, su questioni fondamentali come la sicurezza e l’assenza di discriminazioni nel mondo del lavoro”.

Il presidente Mancuso si è anche congratulato con la presidente Cuzzupi “per l’impegno e la passione che sta dispiegando alla guida dell’Osservatorio. Uno strumento – ha sottolineato – che vuole contribuire alla realizzazione dei diritti sociali e al rispetto della dignità dei lavoratori e che la Regione ha istituito con legge (novembre 2022), per contrastare, oltre alle situazioni di mobbing segnalate, la grave piaga delle discriminazioni e per vigilare e monitorare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Piaga, quest’ultima, che incide sulla qualità stessa della democrazia e su cui non bisogna mai abbassare la guardia. Anzi, su cui mobilitare ogni attenzione possibile”.

La presidente Cuzzupi si è detta “orgogliosa per avere siglato un documento, che è il primo del suo genere e che potrà fare da apripista alle altre Regioni, con l’Unar: l’Ufficio deputato dallo Stato italiano a garantire il diritto alla parità di trattamento di tutte le persone, indipendentemente dalla origine etnica o razziale, dalla loro età, dal loro credo religioso, dal loro orientamento sessuale, dalla loro identità di genere o dal fatto di essere persone con disabilità”.

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