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Eurospin, “Le pulizie nei supermercati non possono essere scaricate su chi lavora alle casse e nei reparti”: importante sentenza del Tribunale di Foggia. Filcams Cgil Calabria: “Una pratica diffusa nella grande distribuzione per risparmiare sul personale”

Una dipendente di un supermercato Eurospin di Foggia, assunta come addetta alle vendite, veniva obbligata a pulire l’intero punto vendita, compresi i bagni e gli spogliatoi. Quando si è rifiutata di svolgere quelle mansioni ha ricevuto anche contestazioni disciplinari.

Dopo una lunga battaglia, condotta con l’assistenza della Filcams Cgil, il Tribunale del Lavoro le ha dato ragione, stabilendo che quelle attività non erano compatibili con il suo inquadramento professionale. Secondo quanto emerso nel processo, non si sarebbe trattato neppure di un caso isolato, ma di una pratica che coinvolgeva anche altri dipendenti del punto vendita.

La sentenza riguarda Eurospin Puglia Spa, società che gestisce punti vendita anche in Calabria, nella provincia di Cosenza.

Nel commercio e nella grande distribuzione è ormai una prassi diffusa pretendere che cassiere, scaffalisti e addetti alle vendite svolgano anche le pulizie dei negozi, dei magazzini, degli spogliatoi e persino dei servizi igienici.

Non si tratta di disponibilità volontaria o di buon senso. È sfruttamento.

È la pretesa di utilizzare fino all’ultimo il tempo, le energie e il corpo di chi lavora. Si paga una persona per svolgere una mansione e si pretende che ne svolga gratuitamente anche un’altra.

In questo modo le imprese fanno la cresta sullo stipendio dei propri dipendenti e risparmiano sul costo di un servizio che dovrebbe essere affidato a personale addetto.

Pulire bagni, spogliatoi e locali del supermercato è un lavoro. Non un favore da chiedere a chi sta alla cassa o sistema gli scaffali.

Se le aziende non affidano quel servizio a personale specificamente incaricato, la ragione è semplice: vogliono risparmiare, facendo svolgere due lavori e pagandone uno solo.

La vicenda di Foggia mette in evidenza anche un altro problema: chi reclama un diritto può essere costretto ad aspettare anni prima di ottenere giustizia.

È una condizione che conosciamo bene anche in Calabria, dove, come Filcams Cgil, attendiamo da oltre un anno pronunce importanti dei Tribunali del lavoro su vertenze che riguardano diritti, mansioni e condizioni di lavoro.

Un’attesa lunga, durante la quale lavoratrici e lavoratori continuano ogni giorno a entrare negli stessi luoghi di lavoro, sopportando pressioni, contestazioni e scorrettezze.

Le aziende puntano anche su questa forma di deterrenza: conoscono la lentezza della giustizia e confidano nella paura, nella stanchezza e nel bisogno economico delle persone.

Il messaggio che rischia di arrivare agli altri lavoratori è devastante: puoi avere ragione, ma per affermarla potresti pagare un prezzo altissimo per anni. È così che crescono la sfiducia, l’isolamento e la rassegnazione.

Per questo la risposta non può essere soltanto individuale.

La Filcams Cgil Calabria invita le lavoratrici e i lavoratori a segnalare e contestare le mansioni che non competono loro, senza restare soli e costruendo insieme al sindacato una risposta collettiva nei punti vendita.

Rifiutarsi di svolgere attività improprie significa difendere la propria dignità e creare nuove occasioni di lavoro. Se una cassiera o un addetto alle vendite non viene utilizzato anche per pulire bagni e pavimenti, quel servizio dovrà essere affidato a personale assunto e retribuito per svolgerlo.

Come Filcams Cgil Calabria manteniamo aperta la vertenza nei confronti di Eurospin.

In alcuni punti vendita calabresi nei quali siamo organizzati siamo riusciti a imporre all’azienda il rispetto del Contratto collettivo nazionale, delle norme sulla salute e sicurezza e, in alcuni casi, l’affidamento delle pulizie a imprese esterne del settore.

Questo dimostra che la presenza sindacale può cambiare concretamente le condizioni di lavoro.

Dove, invece, le lavoratrici e i lavoratori non sono ancora organizzati, l’azienda tende a considerare il punto vendita una zona franca nella quale imporre unilateralmente le proprie regole.

La Filcams Cgil Calabria continua la propria battaglia sindacale e culturale per l’Umanità del Lavoro, affinché anche in Calabria si costruiscano argini allo sfruttamento diffuso, si applichino pienamente i diritti sanciti dal Contratto collettivo nazionale e chi lavora possa farsi rispettare senza dover aspettare anni, senza chinare la testa, con dignità e alla luce del sole.

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