A quarantacinque anni dalla sua morte, la figura di Rino Gaetano torna al centro dell’attenzione televisiva e culturale grazie a uno speciale che ne ripercorre la carriera attraverso le sue apparizioni sul piccolo schermo. Il programma, dal titolo “Rino Gaetano, un cantautore con il cilindro”, viene riproposto da Rai Storia martedì 2 giugno alle 23.55, offrendo un ritratto dell’artista crotonese attraverso immagini d’archivio e momenti simbolici della sua carriera.
Il racconto televisivo parte dagli esordi del 1975, quando Gaetano si esibisce con uno dei suoi brani più celebri, “Ma il cielo è sempre più blu”, all’interno dello spettacolo sperimentale di Enzo Trapani “Musica in libertà, Angeli e cornacchie”. Da lì si snoda il percorso che lo porterà, pochi anni dopo, alla ribalta nazionale.
Un passaggio centrale dello speciale è dedicato al Festival di Sanremo del 1978, dove il cantautore conquista il terzo posto con “Gianna”, presentandosi sul palco con il caratteristico cilindro che gli era stato donato da Renato Zero, elemento diventato parte della sua immagine iconica.
Nel corso della sua breve ma intensa carriera, Gaetano firma una serie di brani destinati a entrare stabilmente nella storia della musica italiana, tra cui “Berta filava”, “Spendi spandi effendi”, “E io ci sto”, “Ahi Maria” e soprattutto “Nuntereggaepiu'”, pezzo che suscita ampio dibattito per il suo testo provocatorio e per l’elenco di nomi e riferimenti dell’Italia dell’epoca. Proprio il carattere satirico del brano porta il cantautore a essere ospite di Maurizio Costanzo nella prima puntata del talk show “Acquario”, andata in onda il 30 ottobre 1978, alla presenza anche di Susanna Agnelli, entrambi citati nella canzone.
L’ultima fase della sua produzione musicale risale alla primavera del 1981, quando prende parte al progetto “Q Concert” insieme a Riccardo Cocciante e ai New Perigeo. Pochi mesi dopo, il 2 giugno 1981, la sua vita si interrompe tragicamente in un incidente stradale sulla via Nomentana, a Roma.
La sua scomparsa improvvisa segna profondamente il panorama musicale italiano, dando avvio a una lunga serie di omaggi e tributi che ne hanno mantenuto viva la memoria nel tempo.
