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Famiglie di Internati Militari Italiani calabresi cercasi. Il 26 maggio la presentazione a Lamezia del libro “I figli di nessuno tornano a casa. Internati Militari Italiani: diecimila calabresi nei lager nazisti”

La scrittrice reggina Letizia Cuzzola torna a occuparsi della vicenda degli Internati Militari Italiani: dopo il romanzo storico “Non muoio neanche se mi ammazzano” (Morrone, 2023), ha proseguito le sue ricerche fino a creare un censimento dei calabresi internati negli Stalag nazisti. Sono 10mila i militari calabresi coinvolti, 10mila uomini segregati per due anni e portati via da una regione già storicamente provata. Nasce così “I figli di nessuno tornano a casa. Internati Militari Italiani: diecimila calabresi nei lager nazisti” (edizione I Coribanti)– con la prefazione di Francesco “Kento” Carlo e la postfazione di Ippolita Luzzo –: “I figli di nessuno tornano a casa” è una delle scritte che campeggiano sui treni che hanno riportato a casa gli IMI superstiti dei campi di internamento; è un messaggio chiaro che racchiude il sentimento e la frustrazione dell’abbandono in cui hanno vissuto prima, durante e dopo la detenzione. Il saggio è strutturato in due parti: nella prima vi è un percorso parallelo fra la Storia generale degli anni 1943/45 e i passaggi che hanno portato alla definizione dello status di IMI, fino alla descrizione delle procedure e delle condizioni di vita all’interno degli Stalag, per poi passare a un’analisi della società calabrese negli anni della guerra, per meglio comprendere il contesto dal quale provenivano i militari coinvolti. Città per città, provincia per provincia, i dati statistici sono stati elaborati attraverso lo studio e la comparazione dei Registri di rimpatrio redatti dalla Croce Rossa Italiana, delle schede presenti in Lebi-Lessico Biografico IMI e dei documenti conservati presso l’Archivio Arolsen.

In allegato al libro, il lettore troverà una scheda e il contatto diretto dell’autrice: non è stato possibile pubblicare il censimento poiché all’interno presenta dati sensibili, pertanto si è pensato a un metodo per restituire il materiale raccolto alle famiglie interessate, anche e soprattutto durante la presentazione, che si terrà il 26 maggio alle ore 18 presso la Biblioteca comunale Oreste Borrello. Da qui l’appello alle famiglie che si riconosceranno in questa storia, perché partecipino a questo momento di restituzione di un pezzo della memoria familiare e collettiva.

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