«Abbiamo fatto il punto sui protocolli stipulati con le forze dell’ordine. Credo che possano essere esportati come modello e, se si può fare ancora di più, noi solleciteremo perché questo venga fatto. Bisogna chiudere i porti alla ‘ndrangheta».
Così la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo ha sintetizzato la missione svolta a Gioia Tauro, dove una delegazione dell’organismo parlamentare ha approfondito le attività di contrasto al narcotraffico e alla criminalità organizzata nell’area portuale.
Nel corso della visita si sono svolte una serie di audizioni con i vertici della Capitaneria di Porto, dell’Autorità di Sistema portuale, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
L’obiettivo della missione è stato quello di acquisire elementi conoscitivi sulle strategie di prevenzione e repressione dei fenomeni criminali che interessano uno dei principali scali del Mediterraneo, da anni considerato un punto strategico nelle rotte internazionali del traffico di stupefacenti.
«Sono contenta – ha detto Colosimo – di aver organizzato questa missione, per il lavoro che viene svolto in modo straordinario sia dalle forze di polizia sia dalla magistratura sul Porto di Gioia Tauro».
La presidente della Commissione Antimafia ha poi richiamato l’attenzione sul peso della criminalità organizzata nel territorio: «Su un territorio dove la ‘ndrangheta continua a fare paura, continua a fare soldi e in particolare continua a far da ponte con i cartelli della Tripla Frontera, Primeiro Comando da Capital, per portare sempre più droga nella nostra Nazione».
