Nuovo affondo del Movimento 5 Stelle contro il progetto del Ponte sullo Stretto. A intervenire è il deputato Agostino Santillo, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera, che accusa l’esecutivo di non aver fornito chiarimenti durante il Question Time in Commissione sulle questioni finanziarie e procedurali legate all’opera.
Secondo l’esponente pentastellato, il Governo avrebbe evitato di rispondere ai quesiti sollevati dall’opposizione, limitandosi a ribadire la propria posizione politica senza affrontare gli aspetti tecnici e normativi.
«Quella fornita oggi dal Governo durante il Question Time in Commissione Ambiente non è una risposta ai nostri dubbi, ma l’ennesimo comunicato stampa della Propaganda Salvini S.p.A. Di fronte alle nostre precise domande su miliardi di euro di soldi pubblici, l’esecutivo continua a scappare dalla realtà e dai numeri, confermando una linea di zero trasparenza assoluta», ha dichiarato Santillo.
Tra i punti evidenziati dal parlamentare vi è quello relativo alla normativa europea sugli appalti. Per il deputato resta senza risposta la questione dell’eventuale incremento dei costi del progetto e delle conseguenze che ciò potrebbe avere sull’iter amministrativo.
«Oggi il Governo non ha risposto nemmeno su un punto dirimente che chiama in causa le regole comunitarie: come faranno ad andare avanti con un progetto che eccede il 50% del valore iniziale senza dover fare una nuova procedura di gara, così come impone la normativa europea? Su questo c’è un silenzio assordante e imbarazzante».
Nel comunicato il rappresentante del M5S critica inoltre le priorità del Governo in materia di infrastrutture, sostenendo che Calabria e Sicilia necessitino prima di interventi sui servizi essenziali.
«Vogliono imporre a tutti i costi una cattedrale sull’acqua per unire due Regioni a cui lo Stato non è nemmeno in grado di garantire l’acqua dai rubinetti, dove strade e linee ferroviarie cadono letteralmente a pezzi. Il loro cosiddetto progetto definitivo è in realtà un colabrodo, e l’esposto presentato dalla Cgil alla Corte dei Conti per possibile danno erariale si innesta su un quadro istituzionale già pesantemente compromesso. Il cerchio, insomma, si sta stringendo».
Santillo conclude chiedendo all’esecutivo di sospendere l’iter autorizzativo del Ponte sullo Stretto e di destinare le risorse ad altre opere considerate prioritarie per il Mezzogiorno.
«Se a questa maggioranza è rimasto un grammo di senso dello Stato, si fermi oggi stesso. Pretendiamo che il Governo fermi questa farsa, sospenda in via cautelativa ogni attività autorizzativa relativa al Ponte sullo Stretto e svincoli istantaneamente le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) sottratte indebitamente. Sono soldi che vanno restituiti e destinati urgentemente alle indifferibili priorità infrastrutturali di Sicilia e Calabria. Il Mezzogiorno ha bisogno di servizi essenziali, non di finanziare la propaganda del Ministro Salvini».
