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“Bande musicali escluse dalle Feste mariane, la minoranza insorge: “Si cancella una tradizione della città”

«Apprendiamo con grande indignazione della denuncia sollevata dalle bande musicali cittadine in merito alla loro esclusione dai festeggiamenti in occasione della Festa della Madonna della Consolazione». È quanto affermano, in una nota stampa, i consiglieri di minoranza a Palazzo San Giorgio, ritenendo l’accaduto «grave e incomprensibile».
«La Festa della Madonna della Consolazione – aggiungono – è uno degli appuntamenti più importanti della nostra città, una ricorrenza profondamente radicata nella storia e nell’identità di Reggio. In questo contesto, le bande musicali cittadine rappresentano una parte fondamentale della nostra tradizione e della nostra cultura popolare».
«Non possiamo accettare – incalzano gli esponenti del centrosinistra – che realtà che da anni, e spesso da generazioni, contribuiscono a mantenere viva questa tradizione vengano improvvisamente messe da parte».
«Per questo motivo – ribadiscono dai banchi dell’opposizione – chiediamo con forza all’Amministrazione comunale di fare immediatamente chiarezza su quanto accaduto e di assumersi la responsabilità di trovare una soluzione nel più breve tempo possibile. Chiediamo al sindaco e alla giunta di convocare subito i rappresentanti delle bande cittadine, ascoltandone le ragioni e individuando, senza ulteriori perdite di tempo, soluzioni che consentano di garantire la loro partecipazione ai festeggiamenti. Al contrario, ci troveremmo di fronte al primato di dover celebrare la festa patronale, per la prima volta nella storia cittadina, senza il giusto e radicato accompagnamento musicale».
«Per questo – concludono – come consiglieri comunali sentiamo il dovere di schierarci al fianco delle bande cittadine e di tutte quelle realtà associative che, spesso lontano dai riflettori, lavorano quotidianamente per mantenere viva la cultura e le tradizioni della nostra città. Non possiamo chiedere ai cittadini di essere orgogliosi delle proprie tradizioni e, contemporaneamente, dimenticare chi quelle tradizioni le porta avanti concretamente».

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