Cambio della guardia alla guida del Comando interregionale dei Carabinieri “Ogaden”, struttura che coordina l’attività dell’Arma in cinque regioni del Centro-Sud. Il generale di Corpo d’armata Rosario Castello subentra al generale Massimo Masciulli, chiamato a Roma per assumere l’incarico di direttore della Direzione investigativa antimafia.
Il passaggio di consegne si è svolto nella caserma “della Vittoria”, alla presenza del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d’armata Salvatore Luongo, insieme alle autorità e ai rappresentanti dell’istituzione.
Per Castello il nuovo incarico arriva al termine di una lunga esperienza maturata in diversi territori italiani e in ruoli operativi, territoriali e di staff. Nel corso della carriera ha prestato servizio anche in Calabria, oltre che in Piemonte, Molise, Puglia, Basilicata e Sicilia, ricoprendo inoltre vari incarichi nella Capitale. Ha guidato, tra l’altro, le Legioni Carabinieri “Basilicata” e “Sicilia”, confrontandosi con differenti realtà sociali e criminali.
Un bagaglio professionale che il generale porterà ora al vertice dell’“Ogaden”, chiamato a coordinare territori molto diversi tra loro nei quali le stazioni dei Carabinieri rappresentano uno dei principali presìdi dello Stato e un punto di riferimento costante per i cittadini.
Durante la cerimonia Luongo ha ringraziato Masciulli per l’attività svolta, formulandogli gli auguri per il nuovo e delicato incarico alla Dia, e ha rivolto a Castello l’auspicio di buon lavoro.
Nel suo intervento, il comandante generale ha indicato anche i principi che, a suo giudizio, devono orientare chi ricopre ruoli di responsabilità nell’Arma: «Fermezza senza distanza, autorevolezza senza autoritarismo, capacità di decidere ma anche di ascoltare».
«Guidare donne e uomini – ha sottolineato Luongo – significa essere consapevoli che dietro ogni uniforme c’è una persona e che la responsabilità del comandante non si esaurisce nelle decisioni assunte, ma si esprime nella capacità di sostenere, orientare e valorizzare chi è chiamato quotidianamente a tradurle in servizio».
Nel corso dell’appuntamento il comandante generale ha incontrato anche Olimpia Florio, vedova dell’appuntato scelto qualifica speciale Antonino Roberto Centoze, deceduto il 27 luglio scorso, insieme ai tre figli. Un momento dedicato alla vicinanza dell’Arma alle famiglie dei propri militari e a «quanti continuano a custodire il legame con l’Arma oltre il servizio».
Castello, assumendo il nuovo incarico, ha assicurato la volontà di «proseguire nel solco del lavoro svolto». Tra le priorità indicate dal nuovo comandante figurano una presenza costante sul territorio, il rapporto con i cittadini, il contrasto alla criminalità comune e organizzata e la capacità di adeguare rapidamente l’azione dell’Arma ai cambiamenti dei fenomeni criminali.
L’obiettivo sarà perseguito anche attraverso «il costante raccordo tra le diverse componenti dell’Arma e la valorizzazione delle peculiarità delle cinque regioni, con l’obiettivo di coniugare la conoscenza capillare dei territori con le più moderne capacità investigative e tecnologiche».
Masciulli, nel lasciare il comando per dirigere la Dia, ha invece espresso l’auspicio che «si possa continuare nel percorso tracciato, proiettando l’Arma nella modernità, pur mantenendo inalterata l’identità che vede nelle stazioni carabinieri l’espressione irrinunciabile della vocazione alla prossimità con le comunità».
