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Suppletive, Furgiuele replica a Scopelliti: “Reggio sarà la nostra Sassonia”

«C’è un atteggiamento che in politica diventa particolarmente evidente quando il tempo passa, quello di chi continua a considerarsi al centro della scena anche quando la politica è già andata avanti.

Giuseppe Scopelliti continua a raccontare di essere stato sondato da Futuro Nazionale e di avere respinto chissà quale proposta. Siamo costretti, ancora una volta, a ribadire quanto abbiamo già chiarito pubblicamente più volte.

Prima di parlare, mi sono confrontato personalmente con il generale Roberto Vannacci e con il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni. Nessuno dei soggetti autorizzati a parlare e trattare per conto di Futuro Nazionale ha mai formulato a Scopelliti alcuna proposta ufficiale.

Se qualcuno lo ha chiamato, Scopelliti faccia finalmente nome e cognome.

Perché se davvero qualcuno si è presentato a nome di Futuro Nazionale senza averne titolo, siamo di fronte semplicemente a qualcuno che ha millantato un ruolo che non possedeva. E francamente mi sorprende che un politico con l’esperienza di Scopelliti possa attribuire autorevolezza al primo che passa e sostiene di poter parlare a nome di Vannacci.

In Calabria le interlocuzioni politiche che impegnano Futuro Nazionale passano attraverso chi ne ha titolo e responsabilità. Il resto sono conversazioni private, desideri personali o millanterie che non possono essere trasformate, a posteriori, in trattative politiche.

Capisco però che continuare a raccontare di essere stato corteggiato da Vannacci possa fare piacere e possa servire a restituirsi quella centralità politica che evidentemente si ritiene ancora di possedere. Ma la politica non vive di autocelebrazioni.

Quanto alla rappresentazione di un centrodestra compatto e granitico, viene quasi da sorridere.

Dietro l’unità esibita davanti alle telecamere esiste un mondo molto diverso, aspettative per assessorati, promesse, primi dei non eletti che attendono di essere ripescati, candidature promesse e poi negate, accordi, malumori e ambizioni personali.

Scopelliti conosce bene queste dinamiche. Conosce anche la storia recente dei suoi rapporti con la Lega e con Claudio Durigon, tra ipotesi di candidature, interlocuzioni e percorsi che poi non si sono concretizzati.

È questo il centrodestra che oggi vorrebbe impartire lezioni di coerenza a Futuro Nazionale?

Noi siamo nati proprio perché una parte crescente dell’elettorato di destra non si riconosce più in questi rituali.

E posso assicurare a Scopelliti una cosa, sono molti gli uomini e le donne provenienti dal centrodestra che ci chiamano. Alcuni lo fanno pubblicamente, moltissimi ancora nel silenzio di una telefonata. Ci sono amministratori, dirigenti e persone che siedono o aspirano a sedere nelle istituzioni regionali e locali che stanno guardando con grande interesse a Futuro Nazionale.

È il segnale che qualcosa si sta muovendo molto più profondamente di quanto qualcuno voglia ammettere.

Scopelliti dice che “Reggio Calabria non è la Sassonia” e che Vannacci “non passerà”.

Perfetto.

Non saranno né lui né io a stabilirlo.

Lo stabiliranno i reggini il 27 e 28 settembre.

Il mondo è cambiato, il tempo è passato e nessuno può pensare di vivere politicamente di rendita per ciò che è stato dieci o quindici anni fa.

Noi guardiamo avanti.

E continuo a dirlo senza alcuna esitazione, Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia.

A decidere chi rappresenta ancora qualcosa e chi, invece, continua a considerarsi al centro della scena quando la politica è già andata avanti, saranno finalmente gli elettori».

Così Domenico Furgiuele, parlamentare di Futuro Nazionale.
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