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Scuole e rischio idraulico, Calabria tra le regioni più esposte: l’allarme sulla sicurezza degli edifici

La sicurezza delle scuole italiane continua a fare i conti con la fragilità dei territori. E tra le regioni che mostrano le maggiori criticità sul fronte del rischio idraulico compare anche la Calabria, indicata tra quelle con una presenza particolarmente rilevante di edifici scolastici nelle aree classificate a elevata pericolosità.

È quanto emerge dal nuovo rapporto di Cittadinanzattiva presentato alla Camera, che analizza la situazione di 39.351 edifici scolastici italiani incrociando i dati sull’edilizia con quelli relativi ai principali rischi naturali.

Il quadro più significativo riguarda innanzitutto il pericolo sismico. Sono 17.408, pari al 44% del totale, gli edifici scolastici collocati in zone caratterizzate da elevata sismicità. A fronte di una presenza così consistente, soltanto circa il 4% delle strutture risulta essere stato interessato da lavori di adeguamento o miglioramento antisismico.

Il rapporto evidenzia inoltre che 13.379 edifici sono stati progettati tenendo conto della normativa antisismica, una quota indicata nel documento come pari al 17% del totale.

Altro fronte particolarmente delicato è quello delle alluvioni. Sono 7.543 le scuole che ricadono in zone con un livello di pericolosità idraulica compreso tra moderato ed elevato. Si tratta del 19,2% degli edifici analizzati, praticamente uno su cinque, frequentati complessivamente da oltre un milione e 340mila studenti.

La situazione varia sensibilmente da una regione all’altra. Considerando la fascia di pericolosità più elevata P3, tra i territori maggiormente interessati figurano Liguria, Emilia-Romagna e Calabria. Un elemento che riporta al centro dell’attenzione la vulnerabilità del territorio calabrese e le conseguenze che questa può avere anche sugli edifici destinati all’istruzione.

Preoccupano anche i numeri relativi alle frane. Dall’incrocio tra l’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica e i dati Ispra sulle aree a pericolosità da frana emerge che 5.113 strutture, il 13% del totale, si trovano in zone comprese tra la pericolosità molto elevata e quella moderata oppure nelle cosiddette Aree di attenzione.

Una condizione che coinvolge quasi 465mila studenti. In termini assoluti, le situazioni più rilevanti si registrano in Toscana, con 1.056 edifici esposti, e in Campania, con 1.046.

Sui risultati del rapporto è intervenuto Antonio Caso, deputato del Movimento 5 Stelle, che chiede maggiori investimenti e una strategia nazionale più strutturata.

«Questo nuovo Rapporto, per il quale ringraziamo Cittadinanzattiva e l’importante lavoro che da anni svolge su questo tema, conferma quanto denunciamo da tempo: sulla sicurezza delle scuole serve un cambio di passo».

Caso richiama in particolare la necessità di considerare gli edifici scolastici all’interno del contesto ambientale in cui si trovano. «Il focus sui rischi idraulico e idrogeologico è particolarmente importante, perché dimostra che la sicurezza di un edificio scolastico non può essere separata dalle fragilità del territorio».

Al rischio sismico e idrogeologico, secondo il parlamentare, si aggiungono anche gli effetti dei cambiamenti climatici. «A questo si aggiungono il rischio sismico e temperature sempre più estreme, che rendono urgente intervenire anche sull’adattamento climatico degli edifici».

Da qui la richiesta di un intervento più organico: «Servono prevenzione, una mappatura integrata dei rischi, una programmazione stabile e un sostegno concreto agli enti locali».

Il tema dovrebbe arrivare anche in Parlamento. «La collaborazione con Cittadinanzattiva continuerà anche sul piano parlamentare: porteremo queste priorità nella prossima legge di bilancio e stiamo lavorando per tradurre questo percorso comune anche in una proposta di legge organica sulla sicurezza e la vivibilità delle scuole», conclude Caso.

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