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Infermieristica torna ad attrarre gli studenti, boom di domande a Cosenza: 382 candidati per 182 posti

Torna a crescere l’interesse degli studenti per il corso di laurea in Infermieristica e la Calabria si distingue tra i territori con i numeri più significativi. A Cosenza, infatti, sono state presentate 382 domande a fronte di 182 posti disponibili, con oltre due candidati per ciascun posto messo a bando.

Le prove di ammissione sono in programma mercoledì 16 settembre per i corsi in lingua italiana e il giorno successivo per quelli in inglese. Il nuovo anno accademico porta con sé anche tre lauree magistrali dedicate rispettivamente alle Cure primarie e all’infermieristica di famiglia e comunità, alle Cure intensive e dell’emergenza e alle Cure neonatali e pediatriche.

Secondo le prime stime nazionali, ancora provvisorie, le richieste di partecipazione ai test sarebbero aumentate di circa il 15% rispetto al 2025. Al momento si contano almeno 21.500 domande per 20.676 posti disponibili, tornando così a una situazione in cui il numero degli aspiranti infermieri supera quello delle disponibilità.

Un’inversione di tendenza rispetto allo scorso anno, quando le candidature si erano fermate a 18.836 a fronte di 20.409 posti. Quel dato aveva alimentato preoccupazioni soprattutto alla luce della cronica carenza di personale infermieristico nel Servizio sanitario nazionale.

Tra le possibili ragioni della ripresa viene indicato anche il progressivo assestamento delle nuove modalità di accesso a Medicina, dopo l’introduzione del semestre filtro. A questo si aggiunge l’attività di orientamento portata avanti da università, Regioni e Ordini professionali degli infermieri, con iniziative rivolte agli studenti delle scuole superiori e misure pensate per rendere più attrattivo il percorso.

Sul valore della professione si era soffermato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a maggio alla Giornata internazionale dell’infermiere promossa dalla Fnopi. «Il vostro lavoro quotidiano è un saldo punto di riferimento nella vita dell’intera comunità. Siete protagonisti di diritti sanciti dalla Costituzione», aveva affermato il capo dello Stato.

Mattarella aveva inoltre evidenziato l’importanza di un modello assistenziale sempre più attento alla persona: «Curare la persona – curarla – e non soltanto la malattia è un cambio di prospettiva, che avvertiamo come un impegno più maturo e consapevole nella società».

Non meno rilevante il richiamo alla carenza di personale. Un problema che, secondo il presidente della Repubblica, «non appare eludibile» e chiama direttamente in causa «formazione e considerazione della centralità di questa funzione», ritenuta «essenziale per il corretto funzionamento della nostra società nel suo complesso».

I numeri mostrano però un quadro non uniforme. Le performance migliori arrivano soprattutto dal Mezzogiorno e da diversi centri medio-piccoli del Nord. Oltre al dato di Cosenza, spiccano l’Università Federico II di Napoli con 1.013 candidati per 510 posti e Cagliari, dove le 523 richieste sono più del triplo rispetto ai 164 posti disponibili.

Situazione differente nelle grandi città. Alla Sapienza di Roma, nonostante un incremento di circa 300 candidature rispetto allo scorso anno, le 1.351 domande non bastano a coprire i 2.545 posti disponibili. Anche a Tor Vergata le 583 richieste restano inferiori ai 725 posti messi a bando.

La crescita delle candidature rappresenta dunque un segnale incoraggiante, ma il vero banco di prova sarà capire se la ritrovata attrattività dei corsi riuscirà negli anni a tradursi in un maggior numero di professionisti disponibili per un sistema sanitario che continua ad avere bisogno di infermieri.

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