“Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza” - Luigi Pirandello
HomeCalabriaCosenzaCarolei, la Procura chiede il carcere per il sindaco Iannucci: dimissioni dopo...

Carolei, la Procura chiede il carcere per il sindaco Iannucci: dimissioni dopo l’inchiesta sull’acqua e sugli appalti

Scossa politica e giudiziaria a Carolei, nel Cosentino. La Procura della Repubblica di Cosenza ha chiesto la custodia cautelare in carcere per il sindaco Francesco Iannucci, indagato per alterazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta.

Dopo la richiesta avanzata dai magistrati, Iannucci ha rassegnato le dimissioni dalla carica di primo cittadino. Per protesta hanno scelto di lasciare anche i componenti della Giunta e della maggioranza consiliare.

L’indagine era stata avviata nel 2024 in seguito agli accertamenti effettuati dal Comando Unità forestali dei Carabinieri. Al centro dell’inchiesta c’è la presunta immissione nella rete idrica comunale di acqua ritenuta non potabile, proveniente da una sorgente del territorio e utilizzata, secondo l’ipotesi investigativa, per fronteggiare l’emergenza idrica.

Le contestazioni non riguardano però soltanto il sistema di approvvigionamento dell’acqua. Gli inquirenti stanno verificando anche presunte irregolarità nella gestione di alcuni appalti pubblici e dei servizi cimiteriali.

Sono complessivamente otto le persone per le quali la Procura ha chiesto l’applicazione di misure cautelari. Oltre al sindaco figurano il vicesindaco, un dirigente comunale, un addetto alla manutenzione dell’impianto idrico e quattro imprenditori.

Il prossimo passaggio è fissato per lunedì 14 settembre, quando Iannucci e gli altri indagati dovranno comparire davanti al gip del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, per l’interrogatorio preventivo previsto dalla nuova disciplina sulle misure cautelari.

Solo dopo le audizioni il giudice valuterà il quadro indiziario e deciderà se accogliere o meno le richieste formulate dalla Procura.

La difesa del sindaco respinge l’impostazione accusatoria. «Il mio assistito ha fatto tutto nell’interesse della comunità e non aveva nessun interesse ad inquinare delle acque che utilizza anche lui e la sua famiglia, considerato che vivono a Carolei», ha dichiarato l’avvocato Francesco Calabrò.

Il legale sostiene inoltre che non vi fosse un concreto rischio sanitario: «Dimostreremo che il pericolo di inquinamento non c’era, tant’è che in due anni non c’è stata alcuna epidemia, ma ne discuteremo nelle sedi opportune».

La decisione finale sulle misure cautelari arriverà dunque dopo gli interrogatori, mentre sul piano politico le dimissioni del sindaco e della maggioranza aprono una fase di forte incertezza per l’amministrazione comunale di Carolei.

Articoli Correlati