«La consigliera regionale Elisa Scutellà continua a intervenire ogni volta che tratto problemi che riguardano il nostro territorio. Francamente mi sarei aspettato che, davanti a una questione così delicata come quella delle liste d’attesa, scegliesse di sostenere una battaglia nell’interesse dei cittadini anziché trasformarla nell’ennesima polemica politica.» È quanto afferma il senatore Ernesto Rapani, replicando alle dichiarazioni della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle.
«Capisco che la comprensione del testo non sia sempre semplice, per questo provo a ribadire un concetto elementare. L’Agenas ha certificato che, grazie ai provvedimenti adottati dal Governo Meloni e approvati dal Parlamento, a livello nazionale si registra una significativa riduzione delle liste d’attesa. Proprio perché questi sono dati ufficiali e ci sono realtà dove questo non avviene, ho ritenuto ancora più doveroso denunciare ciò che accade nell’Asp di Cosenza e a Corigliano-Rossano, dove i cittadini continuano ad attendere mesi, se non addirittura il 2027, per una prestazione diagnostica. Se c’è una realtà che non rispecchia il dato nazionale, il dovere di un parlamentare è denunciarla, non nasconderla sotto il tappeto».
«La differenza tra me e la consigliera Scutellà è culturale, prima ancora che politica. Io non ho una visione corporativa della politica. Non considero il mio ruolo quello di difendere, a prescindere, se qualcosa non funziona, lo denuncio senza esitazioni. Il mio dovere è tutelare un territorio ed i cittadini». «Nel Movimento 5 Stelle, invece, sembra prevalere una logica diversa: ogni denuncia viene letta come un attacco alla propria parte politica e la risposta arriva puntuale, automatica, sempre orientata a difendere lo schieramento anziché affrontare il problema. È il riflesso di una politica che antepone la propaganda alla ricerca della verità».
«Io, al contrario, continuerò a fare ciò che ritengo sia dovere di un rappresentante delle istituzioni: denunciare le inefficienze, pretendere trasparenza e chiedere che vengano accertate tutte le responsabilità. Per questo ho chiesto chiarimenti alla Dirigenza dell’Asp e, di fronte a un silenzio durato mesi, ho annunciato un esposto affinché venga fatta piena luce.»
«La critica fine a sé stessa non migliora la sanità. Servono proposte, coraggio e assunzione di responsabilità. Chi vede un problema e preferisce polemizzare con chi lo denuncia, invece di pretendere risposte da chi dovrebbe fornirle, finisce inevitabilmente per diventare parte del problema. Perché in politica la denuncia è un dovere, mentre il silenzio sulle inefficienze rischia di trasformarsi in connivenza.»
Liste d’attesa, Rapani a Scutellà: “Io difendo il diritto alla salute dei cittadini, lei pensa a criticare me. Il silenzio sulle inefficienze è complicità”
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