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“Liberi di dire no”: lo spettacolo di ribellione civile

Dovevano andare in scena a dicembre, com’è nella tradizione dei ragazzi di “Fiori del deserto”, ai quali è affidata la conclusione delle Giornate della Salute Mentale con uno spettacolo teatrale. Ma la data della prima si è protratta fino a marzo, perché nel frattempo altri aspiranti attori si sono aggiunti alla compagnia, sotto la guida degli esperti registi Egidio Gemelli, Emanuela Calabretta e Domenico Polizzi. Gemelli e Calabretta sono, inoltre, gli autori dei testi, ogni anno sempre diversi ed ispirati al comune sentire dei protagonisti, accomunati da un disagio che li porta a sentire più degli altri il peso degli eventi. Nella quarta edizione di “Fiori del deserto”, in particolare, a tenere banco è stato il tema delle dipendenze, affrontato nelle sue diverse declinazioni: la dipendenza dal gioco, dai social, dal cibo e dal sesso è stata riprodotta in varie scene, con attori diversi e credibili, che non solo hanno dimostrato di sapersi immedesimare nella parte, ma anche di riuscire a superare la paura da palcoscenico a volte paralizzante. Ed anche il titolo che si è voluto dare allo spettacolo, “Liberi di dire no”, è stato un grido corale all’accettazione di se stessi e  delle proprie fragilità che rendono autentici; se poi a questo si aggiunge lo spirito di appartenenza al gruppo, che il lavoro teatrale aiuta a rinsaldare, si arriva a comprendere il desiderio di superare i propri limiti per sentirsi parte di un “qualcosa di grande” che va ben oltre la rappresentazione di una sera. E tra balli – con le scenografie curate da Ilaria Badolato – ed esecuzioni musicali, con le incursioni di Massimiliano Gareri alla chitarra e di Ingrid Mangiacasale dalla voce potente (tra i ragazzi del Servizio Civile, assieme a Francesca Longo e Paolo Vetere, che svolgono attività per l’associazione Ave-Ama), il momento conclusivo si è tradotto in un inno all’amicizia – “l’amico è il pezzo mancante della propria vita”- e nell’invito a non chiudersi nel silenzio quando si è in difficoltà. Tutti sono stati poi richiamati sul palco dal conduttore Domenico Gareri per ricevere i fragorosi applausi dal pubblico che ha gremito la sala del teatro Comunale di Catanzaro, ed i complimenti dai registi e dai rappresentanti delle associazioni ricadenti nel CASM (Coordinamento delle Associazioni di Salute Mentale), impegnate sin dal mese di ottobre nell’affiancare il Dipartimento della Salute Mentale dell’Asp e la Consulta nel promuovere la lotta allo stigma nei confronti del disagio mentale con una pluralità di iniziative. Non è un caso, poi, che lo spettacolo sia andato in scena qualche giorno prima del centenario dalla nascita di Franco Basaglia, colui che – come ha voluto sottolineare Ninetta Cristallo, presidente di Ave-Ama, la prima “artefice” dello spettacolo – ha rivoluzionato il sistema psichiatrico in Italia concentrandosi sulle necessità del malato e non sulla malattia. Ad ognuno di loro, poi, è stato consegnato – dalle mani di Luigi Cuomo, in rappresentanza dell’Anmil, capofila del progetto di inclusione socio-lavorativa “Occupability”, promosso da “Agenda Urbana” – un attestato che condensa la partecipazione ad un percorso di sperimentazione sociale che attribuisce nuove competenze e accompagna al lavoro, anche attraverso il teatro. La proposta della creazione di un Teatro Stabile che, sulla scorta dell’esperienza nazionale del Teatro Patologico, possa far incontrare l’arte con la malattia mentale in maniera costante, in applicazione del principio secondo il quale “il teatro è cura”, ha trovato concordi Antonio De Marco di Agenda Urbana, la vicesindaca Giusy Iemma, il direttore del Dipartimento di Salute Mentale Michele Rossi e la neo presidente del CASM, Rita Ciciarello, chiamati ad intervenire sul palco.

 Nel momento di confronto finale, infatti, che è servito a sottolineare quanto si sia rivelata efficace la sinergia tra le istituzioni ed il mondo dell’associazionismo, si è ribadita l’importanza di condividere obiettivi comuni per il bene di questi straordinari ragazzi.

Ecco i loro nomi: Valentina Abramo, Alessio Romano, Antonio Cua, Fortunato Criniti, Maria Luisa Di Pietro, Tatiana Dornetti, Paola Villirillo, Francesca Scuncia, Giorgia Scalzo, Erika Procopio, Vincenzo Drago, Nicolas Puccio, Annarita Magro, Rita Perricelli, Domenico Ierardi, Alice Reina, Claudia Aguglia, Katia Grillone.

Le premiazioni

A margine dello spettacolo hanno ricevuto la targa, realizzata dal maestro Spadafora, Luigi Macrì, presidente di “Focus on”, direttamente dalle mani di Francesco Lucia, dirigente del Settore Prevenzione del Dipartimento regionale di Salute e Welfare, per l’impegno profuso a favore dei minori nel metterli in guardia dai pericoli del web; Martina Gareri, amministratrice della web tv “Futuro e Salute”, ideata per promuovere la salute attraverso il racconto di buone prassi, locali e nazionali (a consegnare la targa Saveria Cristiano, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare regionale). E’ seguita poi la premiazione degli operatori della REMS di Girifalco, guidati dal direttore Michele Rossi, che ha ricevuto il premio dalla vicesindaca Giusy Iemma,  e dell’intero cast di attori della precedente edizione di “Fiori del deserto”, per il quale è salita sul palco Mimma Caloiero, direttrice del Dipartimento materno-infantile dell’Asp, a consegnare la targa.

Infine, e inaspettatamente, a ricevere la targa da parte di uno dei suoi ragazzi è stata Ninetta Cristallo, motivatrice instancabile per tanti giovani che vedono in lei un  punto di riferimento.

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