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Reggina: il 26 febbraio udienza in Corte d’Appello, ma il fallimento è inevitabile

di Paolo Ficara – Meno di una settimana. Lunedì 26 febbraio, la Reggina 1914 è attesa in Corte d’Appello per un’udienza rinviata già due volte. Ed a prescindere dal tema di tale udienza, ovvero i molteplici ricorsi avverso l’omologa concessa ai sensi del Codice Crisi Impresa ed Insolvenza, solo un ulteriore rinvio potrebbe salvare il sodalizio amaranto dal fallimento. O, più tecnicamente, dalla liquidazione giudiziale.

Se la Corte accoglierà i ricorsi – fin qui solo l’Inail avrebbe depositato memoria – l’omologa decadrà di fatto. E la “palla” tornerà al Tribunale che sarà costretto ad avviare la liquidazione. Altresì, se i ricorsi verranno dichiarati illegittimi o comunque bocciati, in ogni caso il Tribunale o altre figure istituzionali preposte – come il commissario nominato in concomitanza con la richiesta di omologa, nel dicembre 2022 – possono sollevare anomalie e provvedere di conseguenza ad abbassare la saracinesca.

E come anomalia nella procedura presentata dalla Reggina 1914 del presidente Marcello Cardona e dei proprietari Felice Saladini ed Angelo Ferraro, ce ne sarebbe almeno una decisamente seria.

Difficile inquadrare le tempistiche. Probabile che si arrivi in primavera, per la liquidazione giudiziale. Alla cittadinanza ed a quel che resta di una tifoseria sempre più confusa, interessano i destini del marchio in vista della stagione 2024/25. Un passo per volta: prima i tempi tecnico/burocratici, poi la nomina di una curatela fallimentare. Con la Figc che segue con interesse. E che stavolta non asseconderà giochi al ribasso, a differenza del 2016.

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