“Il vento che ha iniziato a soffiare da lunedì scorso ha un odore diverso. È un vento pungente non per il freddo e la pioggia, ma per il cambiamento.
Il referendum costituzionale ci ha restituito un quadro nuovo, in cui quella che si credeva l’Invincibile Armada del centrodestra si è scoperta fragile, frammentata e invisa alla gran parte del popolo che pretendeva di rappresentare.
Tuttavia, mentre il Paese traccia un nuovo orizzonte, Reggio Calabria, come spesso accade, va in controtendenza. Qui, rispetto alle altre province del Sud e alle altre Città Metropolitane, il “Sì” ha prevalso.
Questo non è stato un mero atto di fede verso chi governa (male) condannando il Paese al declino e all’ignominia; è un grido disperato di cambiamento, una voglia di rottura rispetto a un presente locale che non soddisfa nessuno. Bisogna essere onesti: c’è un malcontento diffuso verso l’Amministrazione passata, che indubbiamente ha inciso, seppur di poco, sul risultato finale in città.
Proprio per questo il cambiamento deve partire anche da qui, superando, con coraggio, frammentazioni e individualità. Candidature politiche (seppur benedette da primarie), candidature civiche, ambizioni personali e veti incrociati minacciano di consegnare fin troppo facilmente la nostra città a una destra che, temendo di perdere le poltrone romane, ripiega su quelle reggine.
Presentarsi divisi non è pluralismo: è una firma di resa incondizionata. E quindi è il momento di chiederci: amiamo più il nostro vessillo di partito o le strade di questa città? Preferiamo un posto nel prossimo Consiglio all’opposizione o la responsabilità storica di fornire una prospettiva diversa per Reggio?
E allora mi rivolgo direttamente a voi, candidati del polo civico, del centrosinistra e della sinistra. Conosco la vostra passione, il vostro valore e il lavoro che avete svolto finora. Ma la politica, quella con la “P” maiuscola, è l’arte di capire quando il “Noi” deve prevalere sull'”Io”.
Vi chiedo un atto di eroismo politico:
Compiamo singolarmente un passo indietro affinché tutti insieme possiamo farne uno, immenso, in avanti come comunità.
Ritiriamo le candidature attuali. Azzeriamo le distanze. Non per un accordo di palazzo, ma per costruire un Patto per Reggio. Abbiamo bisogno di un’unica figura: un leader forte, unitario, capace di fare sintesi tra le diverse anime della coalizione e di incarnare una stagione di rottura col passato. Un candidato che non parli solo ai partiti, ma ai cittadini che hanno smesso di sperare e di partecipare.
Possiamo tracciare un percorso nuovo che da Reggio arrivi a Roma. Possiamo dimostrare che è possibile unire liberalismo, riformismo e civismo in un unico grande progetto di partecipazione. Reggio non deve essere l’eccezione negativa del Sud, ma il laboratorio nazionale di un nuovo centrosinistra: coraggioso, visionario e che torni ad essere attento ai bisogni concreti e alle richieste della gente.
La storia non ci perdonerà la miopia. Gli elettori ci chiedono serietà, non recriminazioni. Il 24 e 25 maggio non si vota solo per un sindaco: si vota per l’anima di Reggio e dell’Italia.
Uniamoci. Adesso. Per la città, per la nazione, per il domani”.
Così in una nota Giuseppe Giordano, un libero cittadino.