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“Aeternum”, il procuratore Crescenti: “Morte trasformata in sistema affaristico, in cimitero di Cittanova business di qualche milione di euro”

“Il cimitero non era più un luogo di culto ma un luogo di imprenditoria, gestito con una mentalità privata e da cui ricavare denaro. La morte diventava un sistema affaristico”.

Lo ha detto il procuratore di Palmi Emanuele Crescenti durante la conferenza stampa tenuta stamattina al Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria per illustrare i dettagli dell’inchiesta “Aeterium” che ha portato all’arresto di 16 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, falso e vilipendio di cadavere.

Per il procuratore “stiamo parlando di un giro d’affari di qualche milione di euro considerato che si tratta di piccole somme, nell’ordine di 200 euro, per ogni deceduto. Ma era un’attività regolare, continua e proficua e, facendo un calcolo approssimativo sulla base del numero dei decessi che ci sono stati nella zona, arriviamo a qualche milione di euro, somme decisamente importanti per un Comune piccolo”.

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Se per il neo-comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Cesario Totaro, nell’inchiesta “siamo stati celeri e tempestivi per il cittadino”, per il colonnello Gianluca Migliozzi, comandante del Gruppo di Gioia Tauro, “lo Stato nel territorio è presente”.

“Durante l’attività di indagine – ha spiegato il capitano Gaetano Borgese, comandante della Compagnia carabinieri di Taurianova – è stato registrato uno scoramento da parte della cittadinanza che ormai viveva questo senso di ingiustizia come ineluttabile. Il cimitero era materialmente gestito da imprese di pompe funebri e dall’ex custode. Per tagliare i tempi morti, gli indagati si appoggiavano a professionisti medici che permettevano alle imprese di essere competitive”.

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