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Domenica In, polemica su lettura comunicato Rai. Cgil Cosenza: “Gravissimo atto di censura di un artista, ancora più grave tacere su un massacro sanguinario”

La frettolosa lettura del comunicato dei vertici Rai, avvenuta ieri nella trasmissione Domenica In, segna uno dei momenti più bassi della storia del Servizio Pubblico e della libertà di espressione del pensiero. La gravità, già insita nel fatto di essere un autentico atto di censura di un artista, che con chiarezza ha chiesto in modo impeccabile la fine del genocidio a Gaza, è ancor più grave proprio perché si consuma sulle macerie di una delle vicende internazionali più sanguinarie, che sta causando la morte di migliaia e migliaia di civili palestinesi con l’atroce massacro di bambini innocenti.

Gli attacchi subiti dal popolo israeliano da parte di Hamas il 7 ottobre sono terribili e condannabili, ma non possono in alcun modo giustificare lo sterminio di vite umane che il governo di Netanyahu sta mettendo in atto da circa quattro mesi, senza che nello scenario internazionale si stia concretamente lavorando per un cessate il fuoco, soprattutto da parte dall’Europa, colpevolmente silente e priva di qualsiasi ruolo di costruzione della pace. Chiediamo le dimissioni dei vertici Rai per aver diffuso un comunicato da cui si evince una servile e colpevole complicità italiana alla sanguinaria azione del governo israeliano.

Auspichiamo che tutti i lavoratori del Servizio Pubblico, le sigle, le associazioni di categoria e soprattutto la politica, in modo civile e democratico, ma quanto mai fermo e determinato esprimano il più netto dissenso contro la censura della richiesta di umanità. Chiediamo che si ponga fine al genocidio a Gaza e che si lavori per una soluzione pacifica della vicenda Israelo-palestinese.

L’attacco di Hamas ha prodotto 1200 vittime e la detenzione di 200 ostaggi, lo sterminio a Gaza ha determinato 240.000 morti innocenti, ospedali e scuole distrutte, città radiate al suolo e crimini di guerra contro cui non è’ possibile tacere. Serve una seria svolta pacifista in uno scenario internazionale in cui si sta consumando quella guerra  mondiale a pezzi che va arginata al più presto e che al contrario sembra alimentata dal continuo ricorso alla strada del riamo, dall’astensione del governo italiano  sul cessate il fuoco votato in seno alle Nazioni Unite – orientamento che trapela in modo inequivocabile dal comunicato in questione – e dal rischio concreto del dilagare anche in Europa della destra più estrema e guerrafondaia, con cui è davvero alta la probabilità che la guerra a pezzi componga definitivamente il suo sanguinario mosaico.

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