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Rende: Pasquale Stellato si dimette da componente della “Consulta delle Periferie”

Dopo poco più di due anni, Pasquale Stellato – comunica lui stesso in una nota – getta la spugna da componente dalla CONSULTA DELLE PERIFERIE e lo fa con una lettera di dimissioni puntuale e precisa sulle cause che hanno determinato la sua decisione. La consulta, come risulta dal decreto di nomina di Stellato, è una delle tante strutture di supporto volute e create dal sindaco di Rende, Marcello Manna, con lo scopo di dare manforte all’amministrazione comunale nell’intento di “stimolare relazioni collaborative con e tra i cittadini Rendesi, nonché gli operatori economici delle aree periferiche della città, con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini, le associazioni culturali, sociali ed i comitati di quartiere per conferire stabile e proficua attenzione alle aree periferiche del territorio.“ (Decreto del Sindaco n. 51, registrato in data 03/03/2021 al numero di Protocollo generale 11398).

Probabilmente le intenzioni erano buone, ma evidentemente, nel prosieguo le cose sono andate diversamente.

Infatti Pasquale Stellato, nella PEC inviata in municipio, dice: “Comunico le mie dimissioni
dall’incarico di componente della consulta per le periferie; tale decisione è maturata a causa della mancanza di “stabile e proficua attenzione” che l’Amministrazione avrebbe dovuto riservare alle numerose segnalazioni di carattere manutentivo, miglioramento o altro tipo di intervento volto alla riqualificazione delle aree cosiddette periferiche che, in qualità di componente della Consulta delle Periferie, ho più volte segnalato senza ricevere alcun riscontro.” Questa l’ufficialità, ma così Pasquale Stellato racconta come ha maturato questa decisione.

“Ho scritto così nella lettera di dimissioni perché lo ritenevo l’obiettivo più importante per il quale avevo accettato l’incarico ma che, purtroppo, mi ha visto impegnato sempre da solo, senza l’aiuto o la sinergia necessaria per un compito così importante che, a mio giudizio, avrebbe veramente costituito la svolta politico-sociale verso i tanti quartieri Rendesi, veri fulcri di ricchezza, tradizioni e storia.” “Quando mi fu proposto di essere coinvolto nella costituzione di questa consulta, reduce dall’esperienza di presidente del comitato di quartiere di Longeni, credetti e sperai in una tangibile volontà dell’amministrazione Manna di voltare pagina per quanto riguarda le aree periferiche di Rende – esordisce Pasquale Stellato – e con entusiasmo mi sono dedicato a come operativamente far decollare la realizzazione di quanto programmato nella tanto attesa e agognata agenda urbana, tristemente rimasta ai nastri di partenza.”

“La delusione è stata tanta – rimarca il Consultore – non ci è stata assegnata nessuna sede (chiesta più volte, anche provvisoria); gli argomenti trattati nelle riunioni svolte sono rimasti proposte e progetti di “difficile realizzazione”; la motivazione? Perenne mancanza di fondi. Lasciano l’amaro in bocca le tante bocciature alle richieste di intervento nelle aree con criticità importanti (viabilità, abbandono selvaggio di spazzatura di ogni genere, taglio dell’erba, copertura delle innumerevoli buche su sedi stradali diventate vere e proprie mulattiere).”

“Anche il calendario della pulizia periodica delle contrade, stilato e annunciato in pompa magna – continua presidente del comitato di quartiere di Longeni – più volte richiesto da noi della CONSULTA DELLE PERIFERIE, non ci è mai stato fornito.” Ciò detto, mi sono reso conto che non potevo continuare a restare all’interno di un organismo che alla luce dei fatti si è dimostrato essere asfittico e poco incisivo sulle azioni amministrative necessarie a
dare respiro funzionale alle periferie della nostra città.

A dirla tutta – conclude Pasquale Stellato – mi pare che complessivamente questa amministrazione stia scontando un deficit di efficienza operativa che interessa un pò tutta la sfera delle competenze dell’Ente comunale. Ed è con amarezza che mi vien da citare il proverbio che dice: la strada che porta all’inferno è lastricata di buone intenzioni.”

Ha ragione Pasquale, – si legge in conclusione nella nota – non ci si può fermare all’enunciazione di buoni propositi, bisogna portarli a realizzazione.

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