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Il Teatro Rendano e quelle prenotazioni cancellate per “esigenze” del Comune. Fabio Gallo denuncia: “Se non prendi questo service, niente teatro. Questa è estorsione”

di Roberta Mazzuca – “Sulla mia maglietta ho stampate le coordinate del teatro, perché credo che abbiano dimenticato dove si trova, e a cosa serve per davvero. Non a dare soltanto medaglie e targhe. Restituiamo il teatro al teatro”. Con queste parole e la sua solita pungente ironia esordisce Fabio Gallo, che questa mattina ha convocato una conferenza stampa presso l’Officina delle Arti, in seguito alla revoca della delega all’ecosistema digitale della cultura da parte del sindaco di Cosenza Franz Caruso. Delega che racchiudeva anche il ruolo di consulente alla programmazione e al rilancio del teatro di tradizione Alfonso Rendano.

Il clima è goliardico per i primi secondi, ma gli argomenti si fanno subito seri e pesanti. Ciò che denuncia l’ormai ex delegato del Sindaco è, oltre alla mancata trasparenza dichiarata ormai da mesi, una situazione ben più grave, fatta di omertà, false dichiarazioni, e atteggiamenti di matrice mafiosa. “Quella che faccio oggi è una vera e propria denuncia, che formalizzerò nelle sedi competenti”. Racconta, allora, delle telefonate ricevute da associazioni e soggetti istituzionali che, dopo aver regolarmente prenotato e pagato il teatro, ricevevano comunicazione di non poterlo più avere per “esigenze” del Sindaco e dell’Amministrazione. “Non puoi averlo a meno che tu non prenda il service da tizio” – dicevano. “Questa per me si chiama estorsione, e se questa cosa è fatta in partecipazione si chiama associazione a delinquere”, afferma Gallo senza alcun timore. “Dopo il versamento sul conto corrente, nessuno può toccare la prenotazione del teatro. Così fai chiudere le associazioni. Ovviamente ho le prove di tutto questo, ci tengo a chiarirlo. Ci tengo anche a dire che ho informato il Prefetto di Cosenza, avvisandola che stavo per inoltrare delle richieste che trattavano la gestione economica del Teatro Rendano. Le cose che mi sono state riportate costituiscono, a mio parere, reato, e formalizzerò questa denuncia”.

Risponde, poi, alle motivazioni che il Sindaco, in una nota diramata proprio nella giornata di ieri, ha addotto come causa della revoca della sua delega: “È un’accusa diffamatoria la sua, ma non mi sento diffamato. In quel comunicato hanno detto cose brutte e false, e non mi sono dimesso quando lo meritavano perché avevo assunto un impegno nei confronti della città”. In sostanza, Fabio Gallo sarebbe stato tacciato dal Comune di non aver portato a termine il compito affidatogli, né per quanto riguarda l’ecosistema digitale della cultura, né per ciò che concerne il Teatro Rendano. Un’affermazione che lascia un po’ perplessi, per il semplice fatto che, come lo stesso Gallo ci tiene a precisare, parla da sé “Metaverso Cosenza”, l’ecosistema digitale della cultura della città, della cui realizzazione non solo questo quotidiano è stato testimone, insieme ad altri, ma che è facilmente consultabile in rete da chiunque voglia verificarne l’esistenza.

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“Dice che non ho fatto nulla neanche sul teatro Rendano, e che quindi viene a mancare il rapporto di fiducia. Il Sindaco può fare ciò che vuole della sua fiducia, può darla o può toglierla. Ma il punto, qui, è perché l’ha tolta. Ve lo dico io: perché sono stato insistente sulla necessità di trasparenza”. A testimonianza di ciò, ci consegna le richieste inviate e rimaste prive di risposta al Sindaco, alla delegata alla Cultura Antonietta Cozza, e successivamente a tutti i consiglieri comunali.

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La vicenda del “caso Rendano” e lo scontro Gallo-Caruso: “Caro Sindaco, da questo momento non siamo più al tuo fianco”

Già nota la vicenda che ha portato oggi Fabio Gallo ad affermare la mancata trasparenza della gestione del bene pubblico, e di cui ci siamo anche noi ampiamente occupati. In principio, l’ex delegato rivolge ad Annarita Callari e Giuseppe Bruno due domande: quale sia la programmazione del Teatro Rendano e se siano stati richiesti i fondi FUS. Dopodiché, Domenico Frammartino, presidente della Commissione Cultura, convoca istantaneamente, insieme al consigliere Giuseppe Ciacco, una commissione cultura d’urgenza. “Giuseppe Bruno, interrogato in Commissione, risponde che non sono stati richiesti i fondi FUS e che non esiste programmazione”, racconta Gallo. “Dopo qualche giorno, si scopre che non era vero: i fondi erano stati richiesti e la programmazione c’era. La domanda è: perché avete mentito al consulente del Sindaco, al Consiglio, perché avete detto che non c’era una programmazione, adducendo la scusa che se aveste chiesto i fondi avreste dovuto investire in denaro che non avevate, quando tutti sanno che bisogna invece investire in servizi e personale?”. Da qui la decisione di scrivere a tutti i consiglieri, ponendo ancora una serie di domande, che nel frattempo diventavano sempre più numerose: il denaro del teatro Rendano a chi va? Chi paga e chi non paga? Dov’è la biblioteca?. “Mi risulta che anche le istituzioni ministeriali hanno scritto e non hanno ricevuto, alla data di questa conferenza, nessuna risposta”.

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“Perché il Comune di Cosenza non richiede i fondi del teatro di tradizione? Se facciamo i conti, evidentemente qualcuno non voleva richiederli perché essi esigono anche la partecipazione di un direttore artistico che non c’è, avendo io ho rifiutato di farlo. Avevo capito che c’era qualcosa che non andava e che mi sarei reso responsabile della mancata richiesta dei fondi del teatro di tradizione innanzi a tutta l’Italia”.

“Nessuno ha risposto, e nessun consigliere, tranne Bianca Rende” – precisa Gallo. Difatti, proprio Bianca Rende, insieme a Francesco Luberto, ha presentato, nel mese di giugno, una richiesta agli atti su ticket e convenzioni, di cui ancora oggi non si ha contezza.

“Caro sindaco Franz Caruso”, – conclude Gallo nel suo sentito intervento – “rifletti, ma da questo momento non siamo più al tuo fianco. Da questo momento siamo la vera opposizione della città”.

La rabbia di Eleonora Cafiero: “È vergognoso che un Sindaco dica certe falsità, e noi ci sentiamo tutti offesi”

Ad esprimere il proprio dissenso anche Eleonora Cafiero del Movimento NOI di cui Fabio Gallo è presidente: “Ricordo quando ci siamo seduti al bar con il sindaco Franz Caruso, e quando si parlava della direzione artistica del Teatro Rendano ricordo una domanda: ‘Fabio, ma tu hai le competenze per assolvere questo compito?’. Come se chiedessero a lui, che è avvocato, se ha le competenze di gestire una causa in tribunale. Questo mi fa sorridere, ma ciò che critico è il senso etico e morale che dovrebbe stare alla base di tutto.

Dici bene quando affermi che non ti senti offeso, Fabio. Dovrebbe sentirsi offeso chi non ha portato rispetto a tanti giovani che hanno lavorato gratuitamente per loro in campagna elettorale, e che tu hai accolto perché li hanno abbandonati. Si dovrebbero vergognare, queste persone, di scrivere e affermare falsità, perché quando noi abbiamo lavorato, giorno e notte, inviato messaggi, invitato il Sindaco a venire ad inaugurare l’ecosistema digitale della cultura, non hanno avuto neanche la dignità di rispondere ai messaggi. Falso. È vergognoso che un sindaco dica certe falsità, e noi ci sentiamo tutti offesi”.

Chiara, insomma, la posizione di Fabio Gallo e di tutto il Movimento che rappresenta, così come chiare le accuse che rivolge all’amministrazione, a cui ci preserviamo di chiedere delucidazioni in merito all’intricata vicenda.

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