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Ospedale di Catanzaro, Critelli (Nuova Genesi): “Valorizziamo le strutture già esistenti e rendiamole un’eccellenza per la nostra sanità”

Torna al centro del dibattito pubblico la questione relativa alla localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro, oggi forse con indicazione nuove in quanto si cerca la collaborazione del politecnico di Milano secondo noi sbagliando in quanto gia da tempo una linea per la nuova posizione era stata definita gia’ nel 2016 con un consiglio comunale ad hoc, cio’ porta ad avere  un clima di incertezza e proposte contrastanti, interviene Andrea Critelli, vice presidente del Movimento politico “Nuova Genesi” e già consigliere comunale, offrendo una visione pragmatica e strategica che punta a tutelare l’identità urbana e l’efficienza dei servizi sanitari.

​Una scelta di campo: l’ospedale deve restare nel cuore della città

​”Negli ultimi giorni assistiamo a un ritorno di fiamma sul tema del nuovo nosocomio,” esordisce Critelli. “Tuttavia, prima di parlare di nuove colate di cemento o di aree periferiche che rischierebbero di desertificare ulteriormente il nostro centro storico e i quartieri consolidati, dobbiamo porci una domanda fondamentale: che fine farà il patrimonio sanitario che già possediamo?”

​Secondo il vice presidente di Nuova Genesi, l’idea di spostare l’intero baricentro sanitario fuori dal perimetro urbano non è solo un rischio urbanistico, ma un potenziale danno per i cittadini. “La città di Catanzaro sta subendo da anni un lento e doloroso svuotamento di reparti dalle strutture storiche. Questo non è accettabile. La nostra proposta è chiara: mantenere l’ospedale in città, attuando una rifunzionalizzazione intelligente e coordinata.”

I tre poli da potenziare

Secondo Critelli, il futuro della sanità catanzarese risiede nel potenziamento e nella specializzazione dei poli esistenti. Il Pugliese da confermare come cuore pulsante dell’Emergenza-Urgenza. Un presidio moderno e potenziato per la gestione del trauma garantendo ai cittadini un accesso rapido nel tessuto urbano consolidato. Il Ciaccio da valorizzare ulteriormente come centro d’eccellenza oncologica e specialistica, un polo dove l’alta tecnologia e l’umanizzazione delle cure possano convivere in una struttura storica riqualificata. Il Mater Domini da integrare pienamente nel sistema per spingere sulla ricerca , tra le altre cose.

​”Dislocando i reparti in modo razionale tra Pugliese, Ciaccio e Mater Domini,” incalza Critelli, “eviteremmo doppioni inutili e permetteremmo a ogni polo di raggiungere un’eccellenza specifica. Questo approccio risolverebbe la cronica carenza di posti letto, aumentando la capacità ricettiva complessiva e riducendo drasticamente le liste d’attesa. Oltre ad aggiungere l’aumento di qualità nei reparti, ad esempio il reparto di Geriatria potrebbe giovarne, dal momento che talvolta sembra quasi un luogo che rappresenta l’ultima tappa della vita dei pazienti e non un posto in cui posso essere curati”.

​I vantaggi per la comunità

​Per l’esponente di Nuova Genesi, questa strategia porterebbe benefici immediati su tre fronti: economico per i minori costi che si potrebbero investire riqualificando degli immobili esistenti;

sociale perché il mantenimento dei servizi in città garantisce che l’indotto (commercio, servizi, trasporti) non muoia, sostenendo l’economia del centro;

sanitario con una specializzazione dei poli che permetterebbe percorsi di cura più chiari e una gestione del personale più efficiente.

​”Non abbiamo bisogno di annunci elettorali o di progetti faraonici che vedranno la luce tra vent’anni,” conclude Andrea Critelli. “Catanzaro ha bisogno di risposte oggi. La politica ha il dovere di avere coraggio: il coraggio di dire che il futuro della sanità catanzarese passa dalla valorizzazione di ciò che abbiamo, rendendolo moderno, integrato e, soprattutto, a misura d’uomo. Il Movimento Nuova Genesi vigilerà affinché la scelta del luogo non diventi l’ennesima occasione persa per la nostra città, ma rappresenti il vero punto di ripartenza per il diritto alla salute dei calabresi.”

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