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“Open Day” dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro: coinvolti oltre 300 studenti delle scuople superiori della regione

Più di trecento studenti di diverse scuole secondarie superiori calabresi hanno preso parte ai due giorni di iniziative, mostre, showcase e attività interattive dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Gli “Open Day” che si sono svolti nelle due sedi dell’Aba il 23 e 24 maggio hanno permesso così ai ragazzi e alle ragazze delle scuole di conoscere nel dettaglio la vasta, particolareggiata e approfondita offerta formativa dell’Accademia.

Le dieci Scuole dell’Aba sono state presentate dagli stessi studenti dell’Accademia in una formula immersiva, dinamica e partecipativa che ha fatto sì che ai loro potenziali futuri colleghi arrivasse anche lo spirito che anima le aule dell’Accademia racchiuso nel motto “L’Accademia è vita” che campeggia a più riprese tra le varie aule dell’istituzione di formazione.

L’impegno, gli studenti dell’Accademia, ce l’hanno messo tutto non solo nel presentare alcune delle attività realizzate nel corso dell’anno accademico che sta per concludersi, ma anche nel coinvolgimento pratico in tali attività. I visitatori hanno trovato ad accoglierli un’Accademia immersa nel mondo sottomarino: l’“Aquaroom” in cui gli studenti di diverse Scuole hanno realizzato gli allestimenti scenici (come una medusa gigante o un enorme tentacolo del Kraken) è stata quindi il viatico per scoprire, in una vera e propria immersione nella vita operativa dell’Aba, le mille occasioni di formazione a disposizione degli studenti.
Tra queste, grandissimo successo l’ha riscosso il set fotografico “Openphoto” allestito dagli studenti di Fotografia. Più di un centinaio gli scatti realizzati ai visitatori calati all’interno di un’atmosfera ricca di fascino grazie al sapiente gioco di luci, fumo e colori. Un fascino a cui non hanno saputo resistere neanche i docenti accompagnatori delle scolaresche e gli stessi docenti Aba. I ritratti, immediatamente consegnati ai protagonisti, stanno già facendo il giro dei social network e riscuotendo piogge di “mi piace”.

A calamitare grande attenzione è stata soprattutto la Scuola di Computer Games, l’unica esistente tra le Accademie italiane, in cui tra modellazione 3D, creazione della scenografia, scrittura e regia, gli studenti dell’Aba hanno illustrato le varie fasi che portano alla nascita di un videogame.

I visitatori sono stati letteralmente catturati anche dalla Scuola di Illustrazione, dove, tra stampanti da muro, filtri di TikTok realizzati dagli studenti, e la descrizione dei lavori realizzati su loghi e manifesti di prodotto, gli studenti Aba hanno messo in mostra le competenze sviluppate in un comparto altamente richiesto dal mercato del lavoro.
Interattività ed entusiasmo sono state anche le parole che hanno caratterizzato le visite alla Scuola di Fashion style e Gioiello, protagoniste, nello scorso novembre, della prima sfilata dell’Accademia intitolata “Refashioned” che ha sorpreso i visitatori.
La sede distaccata nel quartiere Materdomini ha invece ospitato un “Gioco dell’Oca” in cui a muoversi sul grande tabellone erano gli stessi visitatori. Nel mentre, tutt’attorno, le diverse Scuole si sono raccontate attraverso i grandi e attrezzati laboratori di Pittura, Scenografia, Regia, Decorazione e Scultura.

L’Accademia, poi, ha presentato ufficialmente la sua prima collezione di carte da parati interamente realizzate dai suoi studenti dei corsi di Graphic Design, Fashion Design e di Design per la Comunicazione visiva dal titolo “Pareti piantate”.

«Sono felice di come gli studenti dell’Accademia siano riusciti a comunicare ai nostri graditi ospiti quale sia il vero spirito dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro – ha detto il direttore Virgilio Piccari -. Il nostro processo formativo è strutturato per lasciare una “coda di semina” per cui il neoiscritto trova riferimento negli iscritti agli anni successivi. Ciò ha un altissimo valore formativo, non solo dal punto di vista delle competenze, ma anche da quello umano e personale e si traduce nella grande disponibilità di tutti a collaborare su progetti trasversali».

 

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