“USB Lavoro Privato-Taxi esprime la propria preoccupazione e sdegno per la partecipazione all’incontro presso l’American Chamber of commerce in Italy a Roma tra il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e i vertici di Uber, ma soprattutto sulle affermazioni che ha rilasciato.
È inaccettabile che il massimo rappresentante delle istituzioni calabresi decida di “applaudire” una multinazionale nota a livello globale per le sue politiche aggressive e, soprattutto, per una prassi consolidata di elusione fiscale.
Forse al Presidente Occhiuto sarebbe utile un interprete per comprendere a pieno concetti come “Disregard” (ignorare le regole) “Legislative Capture” (dinamica con la quale prende il controllo del processo decisionale) “Too big to ban” (obbligare la politica a inseguire l’azienda per regolarizzare le sue azioni) per giungere alla sintesi, “Lawbreaking as lawmaking” (infrangere la legge per creare la legge). Concetti che potrebbe trovare pienamente esposti nei famosi UBERFILES pubblicati nel 2022 dai quali emergevano una serie di esempi concreti sull’utilizzo di questi concetti.
Ecco perché ci sembra assurdo e sconfortante che mentre i lavoratori del comparto taxi operano quotidianamente nel pieno rispetto delle norme, versando tra l’altro regolarmente le tasse allo Stato e sostenendo a proprie spese i costi del servizio pubblico, il Presidente Occhiuto fa briefing con un interlocutore i cui bilanci, ampiamente documentati anche da inchieste internazionali, sono definiti “astrusi” rispetto alla mole di fatturato e ai profitti dichiarati.iii Ci chiediamo: quali sono le priorità del Governo regionale? La Calabria sta vivendo una crisi sistemica drammatica. La sanità è al collasso, il trasporto pubblico locale intercomunale è un servizio fantasma che isola le comunità e la situazione sociale, tra precariato e povertà dilagante, richiede risposte urgenti e concrete.
Invece di concentrarsi sul rafforzamento dei servizi pubblici essenziali e sulla tutela dei lavoratori locali, il Presidente Occhiuto preferisce inseguire una visione miope, orientata esclusivamente a una concezione “turistica” della regione: una Calabria ridotta a parco giochi per multinazionali, dove le regole si piegano agli interessi dei grandi player digitali a scapito delle reali esigenze del territorio e del tessuto economico del territorio.
Promuovere Uber in Calabria non significa innovare, ma significa importare un modello di frazionamento dell’utenza che penalizza sia i lavoratori del servizio taxi che l’utenza che si rivolge a questo SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE.
Un drenaggio di risorse e un attacco alle regole di cui la Calabria non ha sicuramente la necessità.
USB Taxi chiede chiarezza immediata su quali siano stati i passaggi presentati nell’incontro e vogliamo verificare fino in fondo la piena e corretta applicazione della normativa vigente. Sentir parlare Tony West di volere un “quadro normativo” chiaro e flessibile di innovazione e liberalizzazioni per generare nuova occupazione, ci sembra come mettere una volpe a guardia del pollaio. Si tratta di capire se il “contadino” è complice della volpe o invece se intende difendere gli interessi della “fattoria”. Il territorio calabrese non ha bisogno di scorciatoie che bypassano il rispetto delle regole sia fiscali che quelle volte alla tutela dei lavoratori, ma di un sistema di trasporti pubblico, efficiente e dignitoso e rivolto a tutti, universale con tariffa amministrata e non con algoritmi orientati dal censo.
Il presidente Occhiuto la smetta di cercare “sponsor” stranieri per nascondere i propri fallimenti e torni a occuparsi dei problemi reali dei cittadini.
Quando l’ingiustizia diventa “legge”ribellarsi è un dovere”.
E’ quanto si legge in una nota del sindacato USB Lavoro Privato -TAXI.
