Ha lasciato indelebilmente la sua impronta il tecnico Nunzio Lanci nella sua prima avventura giallorossa alla guida della Tonno Callipo. Dopo vent’anni in comfort zone il tecnico abruzzese, forte dell’esperienza accumulata in dodici campionati di A2 e uno di A3 ad Ortona, ha compiuto un percorso eccezionale a Vibo Valentia. All’esordio in una piazza che ha conosciuto anche i fasti della Superlega qual è Vibo, Lanci ha costruito in Serie B un gruppo a sua immagine e somiglianza. Ovvero tanto lavoro in palestra, costante applicazione, voglia di non mollare mai ma soprattutto determinazione a migliorarsi sempre. Tutte caratteristiche proprie del pedigree di coach Lanci, sempre capo chino a lavorare e pochi fronzoli. Il riconoscimento al suo lavoro è stato, sicuramente, quell’issarlo in alto da parte dei suoi ragazzi alla fine di gara-2 con Molfetta, in un PalaValentia ebbro di gioia ed entusiasmo a certificare una vera e propria impresa da incorniciare e che rimarrà nella storia della pallavolo vibonese e non. Chiusa dunque un’era nella sua Ortona, Lanci si è rimesso in gioco lontano da casa, e l’esordio è stato col botto sotto forma appunto di inattesa ma meritata promozione con la Tonno Callipo. Ora viene il bello, ci sarà da confermarsi nel torneo superiore e le attenzioni sono tutte rivolte alla costruzione di un roster di concerto col ds Defina per ben figurare in Serie A3.
Coach Lanci, quando ha iniziato ad allenare la squadra poteva immaginare di fare quel che poi siete riusciti a conquistare?
“Sinceramente no – inizia Lanci -, però c’erano tutti i presupposti per poter fare un buon campionato che poteva garantirci una salvezza tranquilla e qualche soddisfazione. Obiettivamente però di arrivare alla promozione no, non l’avrei immaginato”.
Ora si riparte: al di là del passaggio di Boiko a Reggio Calabria, col ds Defina ci sarà da ricostruire, seppur con qualche conferma. Che tipo di stagione prevede?
“La Serie A3 rispetto alla B comporta un salto di qualità sotto tanti punti di vista. Abbiamo necessità di puntellare la squadra, per provare a fare un campionato che ci possa dare una salvezza tranquilla, che è l’obiettivo principale. Certo il roster avrà più o meno la stessa identità, nel senso che siamo alla ricerca di prospetti giovani, che abbiano buone qualità per fare il campionato di A3. Insomma ragazzi molto motivati che hanno voglia di confermarsi e soprattutto farsi vedere nella categoria maggiore, questo sarà un altro degli obiettivi. Sicuramente non sarà un campionato semplice ma abbiamo tutto l’entusiasmo e la voglia di potercela giocare con tutti”.
Per dodici anni ha allenato in A2 e uno in A3: che tipo di ambiente ha trovato alla Tonno Callipo?
“Non lo scopro certo io: la società giallorossa non conosce altro modo di fare pallavolo che è quella di una squadra di alto livello. Abbiamo avuto la fortuna di poter lavorare come squadra in un ambiente che ci ha garantito tutti i presupposti per fare il meglio possibile, in un contesto che ha un’organizzazione sicuramente di categorie superiori. Quindi un ambiente professionale che garantisce tutte le condizioni per lavorare con tranquillità compresa la squadra che può esprimersi al meglio possibile”.
Durante la stagione abbiamo appurato, nelle varie interviste settimanali, grande coesione tra i ragazzi ma anche con lei, quanto conta tutto ciò per ottenere questi risultati?
“Conta tanto, perché sviluppare un buon senso di appartenenza nei confronti della maglia ma soprattutto verso i compagni di squadra è fondamentale. Ciò perché aumenta la motivazione e la fiducia soprattutto nei momenti di difficoltà. Quando si gioca male la fiducia nel compagno ti aiuta a non mollare, e nonostante tu non sia al top riesci a fornire alla squadra il tuo contributo”.
Mi consenta una battuta: ma non è che farete un’altra ‘sorpresa-scherzetto’ al patron Callipo in A3…?
“Sicuramente cercheremo di fare del nostro meglio: il nostro principale obiettivo è quello di conservare la categoria. La squadra sarà formata da giocatori giovani più o meno con la stessa idea che avevamo lo scorso anno. Però, come ci siamo sempre detti, noi lavoreremo quotidianamente per costruirci un percorso di miglioramento sia individuale che di squadra, e poi sarà il campo a giudicare la nostra prestazione e quello verrà. Di certo l’entusiasmo non mancherà e poi di conseguenza i risultati saranno figli di quello che avremo costruito durante l’anno agonistico”.
