Un percorso artistico che continua a svilupparsi lungo il filo della memoria, delle radici e della ricerca personale. È quello di Eduardo Lepera, interprete, cantautore e musicista calabrese originario di Crosia, che con “Anime – Voci nel vento” propone un lavoro intenso e profondamente legato alle esperienze umane e culturali che hanno segnato il suo cammino dalla Calabria a Bologna.
La sua nuova opera raccoglie storie di fragilità, cambiamento e resistenza. Sono voci che il vento prova a disperdere, ma che continuano a vivere nei sogni, nei ricordi e nelle piccole cose, alimentando una costante ricerca di verità e bellezza. Anime irrequiete che attraversano cadute, attese e ferite senza rinunciare alla speranza di trovare una direzione.
Il trasferimento in Emilia-Romagna rappresenta uno degli elementi che attraversano il progetto, diventando occasione di crescita, confronto e consapevolezza. Tuttavia, il racconto va oltre la dimensione autobiografica e si apre a esperienze universali nelle quali ciascuno può riconoscersi. Le canzoni intrecciano vissuti personali, identità e suggestioni collettive, trasformando la musica in uno spazio di incontro tra chi scrive e chi ascolta.
Lepera usa un linguaggio evocativo. Il vento diventa metafora della velocità e del rumore che caratterizzano la società contemporanea, mentre le canzoni cercano di custodire ciò che rischia di scomparire: autenticità, memoria e umanità. Radicata nella tradizione cantautorale e nelle matrici sonore del Mediterraneo, la proposta musicale si apre contemporaneamente a linguaggi e contaminazioni contemporanee, costruendo un dialogo tra passato e presente.
Determinante il contributo del maestro Antonio Rimedio, cui è stata affidata la cura degli arrangiamenti. Il suo lavoro ha contribuito a dare profondità e coerenza al racconto musicale, accompagnando l’ascoltatore in un percorso dai toni malinconici e contemplativi, nel quale la memoria incontra lo stupore e la riflessione.
Brani come “Voci nel vento”, “Fuori schema”, “Prendo tempo” e “Tra le spine e le rose” affrontano il tema del disagio, del conflitto interiore e della ricerca di un orientamento, senza
rinunciare alla tensione verso la bellezza, la gentilezza e la crescita personale. Le passioni emergono come una forza capace di aprire nuovi orizzonti e accompagnare l’individuo verso una più autentica consapevolezza di sé.
Accanto a questi temi, “Serenata Verzinese”, “Malasorte” e “Canto di Jumara” riaffermano il profondo legame dell’artista con la Calabria e con una memoria resistente. La scelta del dialetto nasce da una precisa ricerca culturale: preservare e valorizzare una lingua che continua a rappresentare un patrimonio collettivo e uno strumento attraverso cui una comunità riconosce e tramanda la propria identità.
Dopo gli esordi con la band “I Malatempora” e la pubblicazione del disco “Il coraggio di osare”, Eduardo Lepera ha proseguito il proprio cammino artistico approfondendo il rapporto tra musica, tradizione popolare e temi sociali. Un percorso che oggi continua a raccontare emozioni, emigrazione, appartenenza e ricerca interiore, mantenendo vivo il legame con la propria terra e aprendosi, al tempo stesso, a nuove prospettive artistiche e umane. (Fonte: Eduardo Lepera / Comunicazione: Studio di Sociologia e comunicazione Dott. Antonio Iapichino).
