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Potere al Popolo Calabria aderisce alla manifestazione in difesa della sanità pubblica

Potere al Popolo aderisce alla manifestazione per la difesa del diritto alla salute, che si terrà giorno 30 novembre alle ore 10,00 presso la Cittadella regionale, indetta dai comitati in difesa della sanità pubblica.

“Anche in questa occasione – spiega Potere al popolo – ci preme sottolineare che vi è uno scarto abissale tra la narrazione del Presidente e l’attuale drammatico disastro del Servizio Sanitario calabrese che non assicura più il diritto alla salute, garantito dalla Carta Costituzionale.

Non basta la propaganda delle autoambulanze per rendere vera la narrazione dello sfascio della sanitò pubblica calabrese a tutto vantaggio di quella privata, finanziata, ricordiamo, con soldi pubblici.

La realtà è quella del piano di riordino della rete ospedaliera calabrese che di fatto ridimensiona una serie di ospedali portandoli di fatto alla chiusura, come quelli di Oppido Mamertina, Serra San Bruno, Paola – Cetraro, Corigliano-Rossano e Vibo Valentia.

Tutto in piena continuità con il disastro del 2010, al quale non è estraneo l’attuale Presidente. Ricordiamo la chiusura dei 18 Ospedali che ha definito “Se in Calabria si sta tentando di riformare la sanità è perché Scopelliti ha avuto il coraggio di farlo”.

La realtà è quella dell’attesa di oltre 10 ore nell’area del Pronto soccorso dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, con le barelle ammassate nel corridoio e le ambulanze che restano in attesa di poter rilasciare i pazienti.

Oppure quella delle morti a causa dell’assenza di Servizio Sanitario in condizione di curarti.

Oppure quella delle ambulanze che soccorrono senza medico a bordo, oppure quella dell’esodo delle cure dalla Calabria verso le regioni del Nord Italia anche per le prestazioni di più semplice esecuzione – 159,5 mln di euro la spesa sostenuta nel 2021 dalla nostra regione per i cosiddetti viaggi della speranza (dato Agenas), oppure quella dei tempi di attesa per qualsiasi tipo di prestazione sanitaria divengono biblici.

Questo interessa poco al governo regionale, quello che conta è istituire Azienda Zero, con super manager super pagati.

Le scelte compiute dal centrodestra nella nostra regione peggiorano la disastrosa realtà dei nostri ospedali e delle nostre strutture sanitarie territoriali.

Vogliamo affermare, con altrettanta chiarezza, che non è più sufficiente accontentarsi della singola difesa di questo o quel presidio ospedaliero, perché oramai esiste una parte consistente della popolazione italiana e ancor di più calabrese che rinuncia a curarsi perché il servizio pubblico non garantisce più le cure gratuite ed il privato fa pagare cara la prestazione.

Siamo al fianco di tutte realtà in lotta per difendere quello che rimane del Servizio Sanitario Pubblico e per opporci al dilagare della presenza dei privati nella sanità. Il dato del 2022 della spesa sanitaria ci parla di una sanità privata che supera quella pubblica in Italia.

Cala l’incidenza della spesa per la sanità sul Pil: in 5 anni, tra il 2020 e il 2025, si passa dal 7,4% al 6,2%, cioè 1,2 punti in meno. Lo riporta una tabella di previsione tecnica della Nadef, la Nota di aggiornamento al DEF. Un definanziamento che va a colpire un sistema sanitario già profondamente in difficoltà.

La spesa sanitaria media pro-capite dei paesi dell’Ocse si è attestata a circa $4.350 nel 2020 (9,8% sul PIL). Nel confronto internazionale gli Stati Uniti emergono con $11,9mila per abitante (18,8% sul PIL). L’Italia si colloca sotto la media in termini pro-capite con $3,7mila, mentre risulta allineata in rapporto al PIL (9,6%).

Relativamente alla sola spesa sanitaria pubblica, il nostro Paese – con il 7,3% sul PIL nel 2020 – si posiziona in Europa dietro a Spagna (7,8%), Regno Unito (9,9%), Francia (10,3%) e Germania (10,9%).

A questo quadro drammatico si aggiunge si aggiunge una manovra classista e reazionaria, aggravata da un ordine del giorno di Fratelli d’Italia a firma Foti che impegna il governo a “eliminare il tetto di spesa per le offerte della ospedalità privata in regime convenzionato al fine di garantire migliori servizi e una più razionale gestione della sanità pubblica”.

La manovra alza dell’1% nel 2024, del 3% nel 2025 e di 4 punti percentuali a partire dall’anno successivo il tetto di spesa per il privato convenzionato.

Tradotto in cifre 280 milioni il 2024; un miliardo e 120 milioni nei 24 mesi successivi. In tutto, 1,4 miliardi.

A ciò si inserisce una assegnazione alle Regioni di 520 milioni sempre per il privato convenzionato.

Il totale è pari quasi a 2 miliardi.

Il governo Meloni taglia la spesa sanitaria pubblica per aumentare quella per la sanità privata.

Questa pura logica neoliberista già portata avanti dai governi di centrosinistra e centrodestra indebolisce la sanità pubblica per fare spazio agli affari dei privati.

Si confermano gli assurdi tetti alle assunzioni nel pubblico che dal governo Berlusconi fino a Draghi hanno messo in ginocchio la sanità pubblica.

In Italia abbiamo il partito unico delle cliniche private.

La difesa della sanità pubblica e del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione implica non solo la più dura opposizione a questo governo ma anche la rottura con le politiche dei governi che lo hanno preceduto.

Noi dobbiamo avere la capacità di rilanciare la battaglia per il diritto degli italiani e dei calabresi di accedere ad una sanità pubblica gratuita di altissima qualità.

Solamente così si rispetta la dignità delle donne e degli uomini e del dettato della Costituzione della Repubblica Italiana.

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