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Parte oggi il progetto “IAMU” nel quartiere delle Case Minime di Cosenza: “Ricucire il tessuto culturale e sociale attraverso l’arte”

di Roberta Mazzuca – C’è anche l’interessante e ambizioso IAMU (Idee Artistiche Multidisciplinari Urbane) nei 20 progetti finanziati da Agenda Urbana per la città di Cosenza, presentato questa mattina nel Chiostro di San Domenico dal responsabile dell’organizzazione Matteo Falbo, dal direttore artistico Giacomo Marinaro e da Ester Apa. A presenziare l’evento anche il consigliere Francesco Alimena: “Agenda Urbana non è solo un progetto infrastrutturale, ma si costituisce anche di aiuti diretti alle imprese culturali e sociali e del terzo settore, di cui fa parte anche IAMU. L’obiettivo è ricucire il tessuto sociale e culturale di Cosenza, per dare un contributo allo sviluppo di chi già lavorava in città. Questo è uno dei progetti più interessanti perché renderà Cosenza una città più internazionale di quanto già non sia”. Curato dall’associazione “Rublanum”, punto di riferimento della street art in Calabria e nell’intero territorio nazionale, in collaborazione con il Comune di Cosenza e con “Fulea” e “Maestri Fuori Classe”, il progetto si occuperà di riqualificare il difficile quartiere delle Case Minime.

“È la prima volta che ci approcciamo alla città di Cosenza, e voglio raccontarvi cos’è Rublanum” – prende la parola Matteo Falbo. “È un’associazione nata dodici anni fa, e si riferisce all’antico nome del nostro paese, Rogliano. Abbiamo cominciato rivalutando un posto dismesso del nostro paesino. All’inizio si chiamava ‘Street Art Day’, e ci siamo accorti che in un posto dove i nostri genitori dicevano di non andare, dopo il nostro approccio, i bambini sono ritornati, le signore hanno rimesso i fiori all’aperto, e realmente quel luogo è stato rivalutato. Lo vedevamo negli occhi dei ragazzini che tornavano a giocare, e anche in quelli delle persone più grandi che quel posto se lo ricordavano fiorente e avevano vissuto la sua decadenza. Tutto questo ci ha dato una grande forza, abbiamo lavorato poi a Latina, e a Taranto, nel difficile quartiere Paolo VI, che è diventato oggi un luogo visitato dai turisti”. Tutto questo si cercherà di realizzare anche nel quartiere delle Case Minime di Cosenza, nel quale, spiega ancora Falbo, “apportando delle cose belle in quartieri come questi non così tanto belli, si attirerà l’attenzione di tutti: ci sarà il ragazzo che farà la passeggiata, l’influencer che farà il selfie, il politico che vorrà far vedere le cose buone che sono state fatte in città. E allora tutti ci terranno a tenerlo pulito: la signora eviterà di lasciare la spazzatura davanti alla porta, la ditta del verde pubblico andrà una volta al mese invece che una volta all’anno. Ed è questo lo stimolo che vogliamo dare a Cosenza, che è potenzialmente la città più predisposta a queste grandi opere su palazzi. Pensiamo a Via degli Stadi, Via Popilia, che possono diventare veri e propri musei a cielo aperto”.

Da grandi discariche a cielo aperto, dunque, a grandi musei a cielo aperto. Quelli che oggi sono musei dell’orrido e dell’orrorifico, potrebbero diventare musei del bello e del valore ritrovato. Tutto questo, straordinariamente, tramite l’arte che, da sola, può trasformarsi in vera e propria fonte di rigenerazione materiale, culturale e, soprattutto, spirituale.

Ad esporre nel dettaglio il programma, il direttore artistico Giacomo Marinaro: “Quello che noi stiamo andando a fare, in collaborazione con altre realtà, è abitare lo spazio pubblico, vivere dalla mattina alla sera un quartiere che non è nostro. Lo facciamo insieme ad artisti di calibro internazionale, e non perché non vogliamo coinvolgere artisti locali, ma perché stiamo andando a fare qualcosa di delicato e dobbiamo realizzare delle opere che devono essere anche di impatto, qualitativamente alte. E per il primo approccio a Cosenza, che è sempre stato il nostro sogno, abbiamo voluto coinvolgere artisti con cui abbiamo già collaborato”. Si tratta, allora, di 6 artisti che andranno a realizzare cinque opere: l’irlandese Aches, il Dùo Amazonas, formato da due donne, una argentina, l’altra colombiana, gli italiani Tony Gallo e Vesod, il greco Dimitris Taxis, e lo spagnolo Slim Safont. Dulcis in fundo, la presenza di Martha Cooper, considerata la più importante fotoreporter dell’urban a livello mondiale.

Non solo arte urbana, però, ma anche laboratori: dal 19 al 26 settembre ci sarà il laboratorio artistico per bambine e bambini sulla creatività urbana a cura di Rublanum; il 21, 22, 24 e 25 settembre l’animazione di quartiere e socialità a cura di Christian Cosentino e i clown della Terra di Piero; il 21, 23 e 26 settembre l’animazione nel quartiere a cura di Giona&Giada; il 21 e 23 settembre ‘Memorie autobiografiche. Laboratorio di comunità’ con Marzia Martino, docente in People Empowerment e Team Building all’Università degli Studi Internazionali di Roma; dal 28 al 30 settembre il laboratorio di agricoltura urbana con il coinvolgimento degli abitanti del quartiere; il 28 e 29 settembre ‘Comunicare efficacemente e gestire conflitti’ con Marzia Martino; il 30 settembre il laboratorio sulla genitorialità con Francesco Marino, docente in Intelligenza Emotiva all’Università degli Studi Internazionali di Roma; dall’1 al 3 ottobre il laboratorio di agricoltura urbana e, infine, il 4, 5 e 7 ottobre clowneria e socialità di quartiere.

Il programma sarà disponibile anche in digitale, e si arricchisce di altri due fondamentali incontri: il tour dei murales con artisti all’opera il 23 settembre, e il IAMU talk il 24 settembre con Martha Cooper presso la Galleria d’Arte Indipendente Autogestita (GAIA).

Un progetto ambizioso ma di grande valore e, ancor più importante, estremamente necessario. Non solo nel quartiere delle Case Minime, ma in tutto il tessuto urbano cittadino, saturo di quartieri ormai abbandonati, degradati, sottovalutati. “Questo progetto, in realtà” – rispondono i ragazzi interrogati ai microfoni del Dispaccio sulla possibilità di estendere l’idea anche al resto della città – “lo abbiamo scritto da 7 anni, e nasce per l’ultimo lotto di Via Popilia. Ovviamente abbiamo poi riorganizzato il tutto, però abbiamo già individuato altri due quartieri interessanti a Cosenza, l’ultimo lotto di via Popilia appunto, e Via degli Stadi. Questi progetti possono essere fatti tramite l’intercettazione di bandi, quindi si, l’idea c’è ma, insomma, speriamo bene. La nostra volontà è quella sicuramente di continuare”.

E allora IAMU (“andiamo” in dialetto cosentino), che la rigenerazione abbia inizio.

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