“Ma è meglio poi, un giorno solo da ricordare che ricadere in una nuova realtà sempre identica” (Francesco Guccini, Scirocco -
HomeAgoràScuola, pronti a partire i 1750 studenti di Intercultura: 30 quelli calabresi

Scuola, pronti a partire i 1750 studenti di Intercultura: 30 quelli calabresi

Non si ferma il desiderio dei giovani studenti italiani di trascorrere un periodo all’estero con Intercultura. Oltre 1.750 adolescenti da tutta Italia stanno già facendo la lista di quello che metteranno in valigia quest’estate, quando partiranno per un’esperienza che cambierà la loro vita.

Destinazione il mondo, dove l’Associazione di volontariato sviluppa i suoi programmi da quasi 70 anni: il 41% volerà in uno dei 22 Paesi dell’Europa dove Intercultura è presente: dall’Islanda alla Grecia, dal Portogallo alla Polonia; il 29% in uno dei 15 Paesi in America latina tra cui Messico, Brasile, Argentina, Costarica, Repubblica Dominicana; il 17% in Canada e negli Stati Uniti; l’8% in Asia, dove Intercultura è presente in 8 Paesi, tra cui anche la Cina, oltre che in Giappone, Malesia, Indonesia, India, Thailandia; il 3% tra Australia e Nuova Zelanda e il 2% in Africa (Sudafrica, Ghana, Egitto e Tunisia).

Il classico anno scolastico all’estero rimane la durata per eccellenza, scelta dal 53% degli studenti, mentre il 18% rimarrà all’estero per un semestre e il 7% per un trimestre. Il rimanente 22% starà all’estero quest’estate per un periodo compreso tra le quattro settimane e i due mesi.

Il tratto distintivo di Intercultura è che due studenti su tre potranno vivere questa esperienza grazie al sostegno economico di una borsa di studio a copertura totale o parziale della quota di partecipazione, una leva che attiva l’ascensore sociale permettendo a studenti meritevoli, che non ne avrebbero altrimenti la possibilità, di sviluppare quelle competenze trasversali che daranno loro una marcia in più nel proprio percorso di vita personale, di studio e professionale. Il 52% delle Borse di studio proviene dall’apposito Fondo Intercultura, il 40% da Partner Esterni e L’8% da enti pubblici, tra i quali INPS.

Le informazioni sul nuovo concorso di Intercultura (aperto dal 1 settembre al 10 novembre) saranno disponibili sul sito www.intercultura.it da fine luglio.
Nel frattempo, per gli studenti interessati a ricevere maggiori informazioni sui benefici di vivere un’esperienza interculturale all’estero, e per le famiglie curiose di accogliere un adolescente straniero Intercultura ha organizzato un incontro online il 28 giugno, alle 18.00
www.intercultura.it/news/incontro-informativo-online-accogli-il-mondo-in-famiglia
○ Per informazioni: www.intercultura.it/concorso e www.intercultura.it/famiglie.

 

I DATI DELLA REGIONE: UNA 30INA GLI STUDENTI IN PARTENZA DALLA CALABRIA
I ragazzi risultati vincitori del concorso di Intercultura in Calabria sono una 30ina, pronti per partire. Le destinazioni che accoglieranno il numero più consistente di adolescenti della Regione sono: Irlanda, Brasile, Argentina, Giappone.
Due su tre tra i vincitori sono beneficiari di una borsa di studio a totale o parziale copertura dell’intera quota di partecipazione, anche grazie alla collaborazione con diversi partner esterni, alcuni dei quali hanno destinato il loro contributo proprio a studenti meritevoli del territorio. Tra questi: Fondazione U. Bonino e M.S. Pulejo, TA Italia S.p.A., A2A S.p.A.

GLI STUDENTI DELLA CALABRIA ALL’ESTERO QUEST’ANNO
Intanto, dalla scorsa estate ad oggi, si sono messi in viaggio in totale oltre 1.700 adolescenti con Intercultura in Europa, Nord America, America latina, Africa. Chi ha deciso di lasciare le sicurezze della propria casa per imbarcarsi in un’esperienza veramente sfidante afferma che la scelta di partire gli ha permesso di vivere una profonda esperienza educativa. Tra gli studenti partiti quest’anno dalla Calabria c’è Francesco, che sta trascorrendo il suo anno scolastico in Calabria:

“Attualmente sto vivendo un’esperienza annuale in Canada, l’esperienza migliore della mia vita. Intraprendere quest’avventura è stata una delle scelte più sagge che abbia mai fatto nella mia vita e sono sicuro che troverò in futuro una serie di vantaggi che mi permetteranno di approcciarmi meglio a determinati contesti della vita quotidiana, scolastica e lavorativa. Il Canada mi sta insegnando che la vita non è affatto semplice ma non per questo meno affascinante. Quando ti proietti in un’altra cultura, rompi le pareti della tua comfort zone, quelle pareti che rappresentano la quotidianità , la famiglia, gli amici e la scuola. Improvvisamente ti ritrovi privo di parenti, privo di compagni, privo di sicurezza. Ma è qui che inizia lo sviluppo interpersonale, pian piano devi trovare una soluzione per non cadere nella negatività. E così che cambi, diventando più spontaneo, più aperto, meno timido, varcando i limiti della vergogna per ricreare un nuovo piccolo ambiente quotidiano. La lingua è un’altra grande sfida, tuttavia, diversa per ogni persona. Il primo periodo può essere traumatico, potresti non comprendere il mondo intorno. Ma parallelamente la tua mente cambia. Spontaneamente sviluppi una curiosità innata, una sorta di fame di apprendimento. Inizi a cercare centinaia di termini e i loro significati, impostare tutto in lingua, guardare tutto in lingua. Il tuo cervello inizia a processare tutto, e settimana dopo settimana vedi un progressivo miglioramento. Miglioramento della lingua e miglioramento sociale spesso avviene parallelamente. E’ così che riesci ad addentrarti nella cultura, comprendendo le sfaccettatura che la contraddistinguono. E’ così che inizi ad andare oltre le differenze evidenti, penetrando la realtà a te circostante. Spesso potresti non apprezzare alcuni aspetti, spesso potresti avere forti momenti di
nostalgia, ma sono questi i veri momenti di crescita. Sei obbligato a cambiare, a scoprire, a ricercare soluzioni. E’ quel senso di sopravvivenza innato che ti cambia realmente, che ti rende migliore, e qui che risiede la vera parte dell’esperienza, o almeno della mia”.

PERCHÉ STUDIARE ALL’ESTERO?
L’insicurezza nata in questo ultimo anno da difficoltà oggettive, la guerra, il rialzo del costo del denaro, gli strascichi della pandemia, hanno portato a un impoverimento generalizzato delle famiglie e spinto verso la chiusura all’interno della propria comfort zone.
Raccogliere la sfida di oltrepassare i confini fisici e mentali, per vivere per un periodo in un altro Paese, entrando così con entrambi i piedi in una cultura nuova, sono gli ingredienti per raggiungere un arricchimento di sé stessi e della comunità in cui si vive.

Si impara una lingua, si fanno nuove amicizie, si apprende un nuovo modo di studiare e di affrontare i problemi quotidiani. Questi i risultati tangibili più immediati che nascono dal vivere per un periodo all’estero da adolescenti.
Ma il vero arricchimento sta nello sviluppo della competenza interculturale, ovvero la capacità di comunicare in modo efficace con persone di altre culture in un mondo che ci vede sempre più inseriti in un contesto globalizzato e senza confini.

Un questionario distribuito da Intercultura agli studenti rientrati da un periodo all’estero mostra non solo un miglioramento linguistico (il 54% afferma di avere ora la capacità di parlare fluentemente nella lingua del Paese ospitante), ma anche lo sviluppo di competenze fondamentali come l’adattamento a situazioni nuove, pensiero critico, consapevolezza di sé, apertura mentale, la capacità di comprendere le differenze culturali, comunicazione efficace, empatia, consapevolezza delle questioni globali e la volontà di essere protagonisti attivi del cambiamento nella società. Insomma, dei veri cittadini globali consapevoli del proprio ruolo nella società.

PERCHÉ ACCOGLIERE UNO STUDENTE NELLA PROPRIA FAMIGLIA?
Per uno studente che parte, ce n’è uno che viene, anzi più di 400: anche loro teenager di 60 Paesi di tutto il mondo, che arriveranno in Italia a inizio settembre, con l’avvio del nuovo anno scolastico.

Entrare in contatto, vivere giorno per giorno con un adolescente di un’altra cultura è un’ottima occasione di arricchimento per la famiglia senza muoversi da casa. Ben 3 italiani su 10 si dicono disponibili a vivere un’esperienza interculturale internazionale, accogliendo nella propria casa uno studente straniero (fonte: indagine Ipsos su 997 italiani, promossa da Intercultura). Le motivazioni principali che spingerebbero una famiglia a ospitare sottendono un forte desiderio di apertura: per il 40% perché è un momento di confronto e scambio culturale, per il 16% per far vivere ai propri figli un’esperienza di scambio reciproco, per il 12% per migliorare la conoscenza di una lingua straniera, per l’11% perché l’esperienza di accoglienza potrebbe essere uno stimolo di crescita per i propri figli. Interessante la risposta del 15% degli intervistati che ravvisa la possibilità “patriottica” di far conoscere e diffondere la nostra cultura e tradizioni.

Guidate e assistite dai volontari di Intercultura, le famiglie hanno la possibilità di confrontarsi con stili di vita, mentalità e culture diverse regalandosi un viaggio di scoperta del diverso senza muoversi da casa. L‘esperienza di accogliere in famiglia un adolescente proveniente da un altro Paese favorisce il dialogo e l’incontro tra culture e può rappresentare un valido antidoto alla chiusura fisica e mentale che la pandemia prima e la crisi internazionale ora stanno imponendo, a più livelli, nelle nostre vite.

Con Intercultura le famiglie hanno quindi la possibilità di partecipare a uno scambio culturale, un’esperienza che significa confrontarsi con stili di vita, mentalità e culture diverse. In queste settimane i volontari in tutta Italia stanno ricercando e selezionando le famiglie interessate ad accogliere un ragazzo o una ragazza di un altro Paese: a inizio settembre saranno 400 i giovani che giungeranno in Italia.
Le candidature possono essere inviate anche attraverso questa pagina del sito www.intercultura.it/famiglie o è possibile contattare direttamente i responsabili dei programmi di ospitalità di una delle 159 città dove sono presenti i volontari dell’Associazione: www.intercultura.it/centri-locali

Intercultura ODV è un’associazione di volontariato senza scopo di lucro fondata nel 1955. È presente in 159 città italiane e in oltre 60 Paesi di tutti i continenti. L’Associazione organizza e finanzia attraverso borse di studio programmi di mobilità scolastica internazionale, laboratori per le classi e corsi di formazione per docenti e dirigenti scolastici, che coinvolgono ogni anno migliaia di studenti, famiglie, scuole e volontari di tutto il mondo

Articoli Correlati