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Suppletive a Reggio Calabria, Carmine Fotia rompe gli indugi: “Mi candido per vincere, attendo decisione del campo progressista”

«Ho deciso di accettare la proposta di un gruppo di intellettuali, sindacalisti, professionisti e militanti di base dell’area progressista reggina, che ha chiesto ai leader nazionali dei partiti del cosiddetto campo largo di candidarmi per questa sfida impegnativa».

Lo annuncia, in una nota, il giornalista Carmine Fotia, in vista delle elezioni suppletive nel collegio uninominale della Camera di Reggio Calabria, in programma il 27 e 28 settembre prossimi.

«La mia – aggiunge – non è una fuga in avanti, né un atto indifferente ai partiti. Io e i miei sostenitori non siamo e non saremo mai contro i partiti. Con umiltà e costruendo dal basso buone pratiche e cultura di governo, vogliamo aiutarli a rigenerarsi. Ho informato personalmente tutti i leader del campo largo locale e nazionale e attendo le loro decisioni, mentre il centrodestra ha già il suo candidato, avvocato romano e tesoriere di Forza Italia, e si annuncia una candidatura di Futuro Nazionale».

Per Fotia, quella delle suppletive rappresenta una sfida di particolare rilevanza per l’area progressista.

«Per il campo che si oppone al centrodestra – afferma Fotia – si tratta di una prova decisiva, per rovesciare il segno di una lunga serie di sconfitte dal 2022 al 2026».

Alla base della sua scelta, spiega, c’è anche il legame personale con Reggio Calabria.

«Questo appello ha fatto leva sull’amore viscerale che nutro per la città dove sono nato e dove ho vissuto la mia adolescenza. Io a Reggio sono sempre tornato, non solo per i miei solidi legami familiari, ma anche per raccontarne le tragedie, la lunga e difficile lotta contro la ‘ndrangheta che avvelena il sangue di questa terra. Io so che Reggio non è irredimibile. Questa narrazione serve solo a mantenerla schiava di un destino che non ha scelto».

Fotia rivendica quindi un obiettivo preciso: «Non mi candido per partecipare. Mi candido per vincere – afferma -. La sfida è difficile, ma ‘il segreto di ogni riuscita è perseverare, non chiedendo a sé stessi l’impossibile, ma avendo fede nell’impossibile’, come diceva l’antropologo Umberto Zanotti Bianco, uno dei pionieri della solidarietà nella Montagna Bianca, l’Aspromonte della mia infanzia».

Il giornalista sottolinea di non avere fretta rispetto alle decisioni dei partiti, ma invita il campo progressista a mobilitarsi in tempi rapidi.

«Per quanto mi riguarda – sostiene ancora Fotia – non ho fretta. Ma Reggio non può attendere a lungo. Mancano poche settimane al voto. Al campo progressista reggino, così ricco di energie escluse da una politica che troppo spesso si presenta come puro gioco di potere, serve una chiamata all’impegno. Non domani, ma qui e ora».

«Ecco perché ho deciso di impegnarmi direttamente per la mia città e per una sinistra che assicuri diritti di libertà, lavoro dignitoso, giustizia sociale, sicurezza per tutti i cittadini, integrazione e accoglienza per i migranti che rispettano le leggi italiane, protezione per i deboli e fragili».

Infine, Fotia guarda al ruolo che Reggio Calabria può ricoprire nel Mezzogiorno e nel Mediterraneo.

«Reggio – concludono – non è una provincia in cui paracadutare una persona che non sa nulla di questa terra, della sua bellezza, dei suoi drammi, delle sue speranze. È centro del Mediterraneo, è il Sud che non chiede assistenza ma investimenti lungimiranti, è la pagina che possiamo scrivere insieme contro una destra sempre più incline a pulsioni autoritarie e liberticide».

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