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Arghillà, Marcianò (Noi Moderati): “Il Governo si attivi come ha fatto per Caivano: serve un intervento straordinario dello Stato”

«L’appello del sindaco Francesco Cannizzaro non deve rimanere inascoltato. Arghillà ha bisogno di un intervento straordinario dello Stato e il Governo deve mettere in campo la stessa attenzione e la stessa determinazione già dimostrate per Caivano».

È quanto afferma Michele Marcianò, esponente di Noi Moderati, intervenendo sulla situazione del quartiere periferico di Reggio Calabria.

«Il Comune non può essere lasciato solo davanti a una situazione che si trascina da anni e che presenta criticità sociali, urbanistiche, ambientali e legate alla sicurezza. Arghillà necessita di una risposta complessiva, non di interventi frammentari. Serve un progetto di rigenerazione che restituisca dignità ai luoghi e soprattutto alle persone che ogni giorno vivono nel quartiere».

«Il Governo – prosegue Marcianò – ha dimostrato con Caivano che, quando una realtà territoriale presenta condizioni di particolare difficoltà, lo Stato può intervenire direttamente con strumenti straordinari, risorse e un coordinamento tra le diverse istituzioni. Perché non fare lo stesso ad Arghillà?».

Al Governo di valutare un vero e proprio Piano straordinario per Arghillà, che metta insieme riqualificazione urbana, sicurezza, servizi, politiche sociali, recupero degli spazi pubblici e sostegno alle famiglie. Un piano con risorse certe e tempi definiti, capace di trasformare un’area oggi segnata da troppe difficoltà in un quartiere con nuove opportunità.

«La politica – sottolinea l’esponente di Noi Moderati – deve avere il coraggio di affrontare le periferie non soltanto quando diventano emergenze mediatiche. Arghillà merita attenzione permanente e una presenza concreta delle istituzioni. Il sindaco faccia la sua parte, la Regione faccia la sua parte e il Governo assuma la responsabilità che gli compete».

Marcianò – continueremo a sostenere ogni iniziativa utile a portare Arghillà al centro dell’agenda politica nazionale. Se lo Stato è intervenuto a Caivano, può e deve farlo anche ad Arghillà. Non chiediamo privilegi, ma pari dignità e una risposta all’altezza dei problemi che questa comunità affronta da troppo tempo».

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