Si è aperto questa mattina, con la relazione del Segretario generale della UST CISL Cosenza Michele Sapia, l’Esecutivo della CISL territoriale, occasione di confronto e programmazione dedicata all’analisi delle principali questioni economiche, sociali e organizzative che interessano la provincia di Cosenza e alla definizione delle priorità dell’azione sindacale dei prossimi mesi.
I lavori si sono aperti con un minuto di silenzio in memoria dei lavoratori deceduti nei recenti incidenti sul lavoro di Paola e Scalea, Spezzano Albanese e delle vittime di sfruttamento, caporalato e violenza, con un pensiero rivolto alla tragedia di Amendolara. Un momento di raccoglimento che ha voluto ribadire il valore della vita, della sicurezza e della dignità del lavoro.
Nella sua relazione introduttiva, Sapia ha richiamato il difficile scenario internazionale, segnato da guerre, tensioni e violenze che alimentano incertezza anche sul piano economico e sociale. In questo contesto, ha evidenziato il ruolo della CISL nazionale e regionale, impegnate a costruire proposte concrete per governare le transizioni attraverso il dialogo e la partecipazione. Dal Libro Verde al recente accordo unitario sulla contrattazione, la CISL continua a promuovere un modello di relazioni sindacali fondato sulla contrattazione e sulla partecipazione, alternativa a soluzioni semplicistiche che non affrontano le cause profonde delle disuguaglianze.
«La nostra strada – ha affermato Sapia – è quella indicata dalla Segretaria generale CISL Daniela Fumarola: rafforzare la contrattazione sociale e la partecipazione, perché solo coinvolgendo lavoratori, imprese e istituzioni sarà possibile affrontare le grandi transizioni economiche, produttive, demografiche e ambientali senza lasciare indietro nessuno.»
Ampio spazio è stato dedicato alla situazione della provincia di Cosenza, segnata nelle ultime settimane dagli incendi che hanno colpito alcuni comuni come Cassano, Schiavonea e Villapiana, dagli episodi di violenza e aggressione sui luoghi di lavoro e dal drammatico fenomeno degli infortuni mortali sul lavoro, che nel 2026 ha già fatto registrare nel territorio cosentino sei vittime nei primi cinque mesi dell’anno.
«Diciamo basta a tutte le violenze – ha sottolineato Sapia – dentro e fuori i luoghi di lavoro. La sicurezza deve diventare una priorità assoluta e un impegno condiviso da istituzioni, imprese e parti sociali.»
Nel corso della relazione sono stati richiamati anche i principali indicatori sociali ed economici che descrivono una realtà provinciale complessa: l’aumento della povertà e delle solitudini evidenziato dai report Caritas; le criticità del sistema sanitario regionale, che negli ultimi trent’anni ha perso oltre il 60% dei posti letto; l’emergenza idrica; le difficoltà ambientali e sicurezza territoriale; lo spopolamento delle aree interne e la continua riduzione della popolazione giovanile; le carenze infrastrutturali e di mobilità che limitano la competitività del territorio.
«Una situazione complessa e allarmante – ha osservato il Segretario generale della CISL Cosenza – frutto di anni di abbandono, sprechi, superficialità e divisioni che hanno rallentato lo sviluppo della nostra provincia.»
Ma, accanto alle criticità, la CISL ha voluto richiamare anche le tante opportunità presenti sul territorio.
«La provincia di Cosenza non sono soltanto terra di disoccupazione e sfruttamento. Sono anche terra di competenze, innovazione e straordinarie potenzialità.»
Tra gli esempi più significativi è stato richiamato il ruolo dell’Università della Calabria, confermatasi tra i migliori grandi atenei statali italiani, insieme al prestigioso incarico affidato al Rettore prof. Gianluigi Greco alla guida del Comitato Scientifico nazionale sull’Intelligenza Artificiale, simbolo di una Calabria che produce eccellenze riconosciute a livello nazionale e internazionale.
Nel suo intervento, Sapia ha quindi invitato tutte le istituzioni e gli attori sociali a superare polemiche e divisioni su temi strategici per il futuro della provincia, dalle opportunità offerte dalla ZES Unica agli investimenti infrastrutturali, richiamando un maggiore senso di corresponsabilità.
Per la CISL le priorità restano chiare: rafforzare la contrattazione decentrata, sia settoriale sia sociale; sviluppare un welfare territoriale capace di rispondere ai bisogni delle persone; investire nelle aree interne per garantire sicurezza, servizi e nuovi modelli di sviluppo sostenibile; realizzare infrastrutture moderne e una viabilità efficiente; sostenere un sistema produttivo innovativo, competitivo e fondato su lavoro sicuro, stabile e qualificato.
«Il nostro obiettivo – ha dichiarato Sapia – è parlare ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani, alle famiglie, costruendo una piattaforma condivisa e stringendo alleanze con istituzioni, imprese e Terzo Settore. Solo insieme possiamo costruire una prospettiva di sviluppo che metta al centro il lavoro di qualità e la coesione sociale.»
Il Segretario generale ha inoltre ricordato le numerose vertenze territoriali che la CISL Cosenza sta seguendo insieme alle Federazioni di categoria, ribadendo la necessità di rafforzare il confronto.
Alla relazione introduttiva è seguito un ampio e partecipato dibattito, nel quale sono intervenuti i componenti dell’Esecutivo, che hanno condiviso analisi, contributi e proposte sulle principali questioni territoriali, confermando la volontà di rafforzare il protagonismo sindacale attraverso una sempre maggiore presenza nei luoghi di lavoro e nelle periferie.
L’Esecutivo Territoriale ha affrontato anche altri aspetti organizzativi nella convinzione che una CISL sempre più vicina alle persone rappresenti la migliore risposta ai bisogni delle comunità.
A concludere i lavori della mattinata è stato il Segretario generale della CISL Calabria Giuseppe Lavia, che, riprendendo le riflessioni emerse nel corso dell’Esecutivo, ha posto l’accento sulle vertenze aperte e sulle politiche necessarie per sostenere lavoro, sviluppo e investimenti nella regione.
«Occorre assicurare certezze e prospettive ai lavoratori di Konecta R, oggi in ammortizzatori sociali. Per gli ex LSU-LPU part time è necessario assegnare le economie generate per migliorare gli orari di lavoro, mentre sui TIS bisogna garantire certezze a tutta la platea dei lavoratori. La Calabria cresce sul fronte dell’export e dell’agroalimentare, ma sul tema del lavoro dignitoso in agricoltura e sul contrasto allo sfruttamento occorre costruire una strategia più forte. Resta centrale anche il tema dell’attrazione degli investimenti, che passa dalla riqualificazione delle aree industriali e dal rafforzamento di incentivi mirati ai settori più dinamici», ha concluso Lavia.
