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Mafia, Cafiero De Raho attacca il Governo: “Nessuna legge contro le cosche in quasi quattro anni”

Il Movimento 5 Stelle rilancia il confronto sul contrasto alla criminalità organizzata e presenta un pacchetto di cinque proposte di legge per rafforzare gli strumenti investigativi e il sistema di contrasto alle mafie. Nel corso di una conferenza stampa, il deputato Federico Cafiero de Raho ha criticato duramente l’azione del Governo, sostenendo che in questa legislatura non siano stati adottati provvedimenti significativi in materia.

“Ditemi quali leggi hanno proposto il governo e la maggioranza per contrastare la mafia in quasi quattro anni di legislatura. Ve lo dico io: nessuna”, ha dichiarato l’ex procuratore nazionale antimafia, aggiungendo che l’unico intervento citato dall’esecutivo riguarda l’ergastolo ostativo.

Secondo Cafiero de Raho, “l’unica di cui parlano la premier Meloni e altri esponenti del centrodestra è quella sull’ergastolo ostativo che hanno dovuto fare perché costretti dalla Corte Costituzionale, peccato che preveda un trattamento migliore per i mafiosi omertosi rispetto a quello riservato a chi collabora con la giustizia”.

Nel suo intervento il parlamentare ha sostenuto che quella normativa rappresenti “una misura a vantaggio dei mafiosi”, accusando inoltre il Governo di aver “pesantemente indebolito la lotta a mafia e corruzione” attraverso altre riforme approvate durante la legislatura.

Cafiero de Raho ha poi richiamato la propria esperienza da procuratore capo di Reggio Calabria, raccontando un episodio che, a suo avviso, dimostrerebbe l’importanza del reato di abuso d’ufficio come strumento di prevenzione delle infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione.

“Ricordo che quando ero Procuratore capo di Reggio Calabria un sindaco mi disse ‘ho potuto dire no a uno ‘ndranghetista che mi chiedeva la concessione di un terreno e l’assunzione di una segretaria perché ho potuto obiettare che sarei stato processato per abuso d’ufficio'”, ha riferito il deputato.

L’esponente del M5S ha quindi ribadito che “il reato di abuso d’ufficio era una norma a favore dei sindaci, non contro di loro”, sostenendo che diversi procuratori della Repubblica avessero evidenziato in Parlamento come quella fattispecie rappresentasse un punto di partenza per le indagini sulle infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione.

Nel mirino anche le dichiarazioni della presidente del Consiglio sulle operazioni antimafia. “Oggi ascoltiamo la premier Meloni lanciare messaggi di propaganda sulle operazioni antimafia, ma quelle le portano a termine la magistratura e le forze dell’ordine, mica il suo governo che ha indebolito anche altri strumenti come le intercettazioni”, ha affermato.

Infine Cafiero de Raho ha illustrato gli obiettivi delle cinque proposte di legge presentate dal Movimento 5 Stelle, spiegando che serviranno “per stringere le maglie sui benefici penitenziari e sull’accesso al giudizio abbreviato, per ridare agli inquirenti l’uso pieno delle intercettazioni, per ripristinare la sicurezza nelle carceri dove oggi droni, droga e telefonini entrano senza ostacoli, per avere un’anagrafe nazionale sui detenuti in alta sicurezza che escono grazie ai benefici penitenziari”.

Le iniziative legislative saranno depositate alla Camera dallo stesso Cafiero de Raho e al Senato dal senatore Roberto Scarpinato.

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