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Vito Teti premiato a Lucignana: riconoscimento allo sguardo antropologico sui “paesi che resistono”

È l’antropologo e già docente dell’Università della Calabria Vito Teti il vincitore della terza edizione del Premio Libreria sopra la Penna – Pia Pera, riconoscimento assegnato nel contesto della libreria di Lucignana, nel comune di Coreglia Antelminelli, in Garfagnana.

La cerimonia di consegna si terrà sabato 27 giugno alle 18, all’interno del giardino della libreria, e sarà inserita nel programma del festival letterario “Little Lucy. Un festival letterario piccolo così”, curato da Alba Donati e Pierpaolo Orlando e organizzato da Fenysia – Scuola di linguaggi della cultura.

Accanto alla premiazione, Teti sarà anche protagonista dell’incontro pubblico che accompagna l’evento, in una giornata che celebra il suo percorso di studio dedicato all’antropologia dei luoghi e alla memoria dei territori.

Tra i suoi lavori più recenti figurano “Il colore del cibo” (2019), “Prevedere l’imprevedibile” (2020) e “Nostalgia” (2020), oltre a testi pubblicati con Einaudi come “Maledetto Sud”, “Fine pasto” e il più noto “La restanza”, considerato uno dei contributi centrali del suo pensiero.

Proprio a partire da quest’ultima opera, la giuria ha motivato la scelta del premio sottolineando il valore del suo lavoro sul rapporto tra persone e territori. “A Vito Teti che da molti anni cammina nei nostri paesi senza fretta, si siede e ascolta, ricordandoci che un paese vuoto non è un paese morto, fintanto che qualcuno ne racconta le storie, le pietre, l’odore del pane. A Vito Teti che con il suo lavoro ha scritto una storia antropologica dei paesi che ci riguarda tutti, almeno tutti noi che torniamo, partiamo, restiamo, proprio come ha fatto Pia Pera lasciando Milano per tornare a casa, nella campagna lucchese”.

La giuria ha inoltre evidenziato il valore civile del suo approccio scientifico e narrativo. “Con il suo best seller, ‘La restanza’ (Einaudi), Vito Teti si è messo in gioco, ha studiato sé stesso prima di tutto, ci ha aperto la finestra della sua casa a San Nicola da Crissa. Il più grande merito che vogliamo sottolineare con questo premio è l’aver fatto dell’antropologia una forma di cura e non solo di analisi. Ha trasformato senza retorica la nostalgia in responsabilità civile, dando parole a chi non le aveva, trasformando l’emigrazione e lo spopolamento dei paesi da ferita silenziosa in memoria viva e la morte dei paesi in una questione urgente per tutti. Per questo, con affetto e riconoscenza, questo premio è suo. Perché ci ha insegnato ad abitare i luoghi, a rispettarli, e ad ascoltare le loro parole che chiedono futuro”.

Il premio è dedicato alla scrittrice Pia Pera, figura centrale del progetto culturale della libreria: slavista, botanica e autrice, tornata nella campagna lucchese dopo un’intensa attività accademica e giornalistica. La giuria, composta da amici e collaboratori della scrittrice, seleziona opere in linea con la sua visione del mondo, attenta ai temi ambientali, civili e alla dimensione non gerarchica della cultura.

Il festival proseguirà domenica 5 luglio con un nuovo appuntamento letterario che vedrà protagonisti Giuseppe Di Piazza e Marco Vichi, coordinati da Tina Guiducci.

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