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Diamante, sequestrato uno stabilimento balneare: accertamenti su demanio e presunti abusi

Nuova operazione della magistratura lungo la costa tirrenica cosentina nell’ambito delle verifiche sul rispetto delle norme che regolano l’utilizzo delle aree demaniali marittime. A Diamante, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola ha disposto il sequestro preventivo di una struttura balneare interessata da un’inchiesta relativa a una presunta “occupazione abusiva di demanio marittimo”, oltre a ipotesi di reato in materia edilizia e paesaggistica.

Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Procura della Repubblica di Paola, diretta da Domenico Fiordalisi. Le attività operative sono state affidate alla Guardia Costiera dell’Ufficio circondariale marittimo di Maratea e ai Carabinieri della Compagnia di Scalea, intervenuti nell’ambito delle rispettive competenze investigative.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti della polizia giudiziaria, all’interno dell’area in concessione, estesa per circa 600 metri quadrati, sarebbero stati individuati manufatti ritenuti non conformi ai limiti temporali previsti dalla normativa per le installazioni stagionali.

L’intervento si inserisce in un più ampio programma di controlli promosso dalla Procura paolana per verificare il corretto utilizzo del patrimonio demaniale lungo il litorale della Riviera dei Cedri. Nelle settimane precedenti, infatti, analoghe contestazioni avevano già portato all’adozione di provvedimenti cautelari nei confronti di alcuni lidi situati nei territori di Santa Maria del Cedro e Grisolia.

La vicenda si colloca in un contesto giudiziario ancora in evoluzione. Per alcune delle strutture coinvolte nei precedenti sequestri, il Tribunale del Riesame di Cosenza ha successivamente disposto il dissequestro, consentendo agli operatori turistici di riprendere le attività in vista dell’imminente avvio della stagione estiva.

Le indagini proseguono ora per chiarire ogni aspetto della posizione della struttura di Diamante e verificare l’effettiva sussistenza delle ipotesi di reato contestate dagli inquirenti.

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