“Le dichiarazioni di Carlo Calenda contro il sindaco Francesco Cannizzaro lasciano sinceramente sorpresi. Calenda sostiene che, se avesse conosciuto meglio Cannizzaro, non avrebbe mai consentito l’ingresso del suo partito nella coalizione.
Noi di Reggio Protagonista riteniamo invece il contrario: se Francesco Cannizzaro si fosse confrontato con noi su chi fosse realmente Carlo Calenda e su ciò che ha rappresentato da ministro, probabilmente Azione non sarebbe mai entrata nella coalizione.
Calenda dovrebbe ricordare il giudizio che migliaia di imprese italiane hanno espresso sulle sue politiche industriali. Le misure legate all’innovazione, alla ricerca e al credito d’imposta hanno generato negli anni contestazioni, incertezze normative e contenziosi che hanno coinvolto migliaia di aziende. Molti imprenditori si sono trovati a restituire incentivi o a difendersi davanti all’amministrazione finanziaria dopo aver investito confidando nelle regole fissate dallo Stato.
Per questo troviamo singolare che proprio Carlo Calenda distribuisca oggi patenti di affidabilità agli altri. Prima di giudicare chi ha ricevuto il consenso democratico dei cittadini, dovrebbe fare un serio esame di coscienza sul proprio operato politico e ministeriale.
Francesco Cannizzaro è stato scelto dai cittadini di Reggio Calabria con una larga maggioranza e rappresenta una prospettiva di sviluppo, crescita e rilancio del territorio. Le lezioni di politica da chi ha lasciato dietro di sé una lunga scia di polemiche e contestazioni non ci interessano.
Reggio Calabria guarda avanti. Le polemiche di Calenda appartengono al passato”.
Così in una nota Simone Veronese, coordinatore di Reggio Protagonista.
