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Federculture, torna il pubblico nei luoghi della cultura: cinema, teatri e musei in crescita nel 2025

Il ritorno degli italiani nei luoghi della cultura è ormai una realtà consolidata. A certificarlo è il 22° Rapporto Annuale Federculture, che fotografa un incremento della partecipazione alle principali attività culturali nel corso del 2025. Crescono gli spettatori nei teatri, aumentano gli ingressi al cinema e sale anche il numero di persone che visitano musei e mostre, mentre si rafforza l’interesse per concerti di musica leggera e siti archeologici.

Secondo il rapporto, il 24,3% della popolazione ha assistito almeno una volta a uno spettacolo teatrale nell’ultimo anno, il 48,2% è andato al cinema e la quota di visitatori di musei e mostre è salita dal 33,6% al 35,8% rispetto all’anno precedente.

Nel complesso, i dati confermano il ritorno del pubblico nei luoghi della cultura e una domanda di esperienze dal vivo che, soprattutto nel settore dello spettacolo, ha ormai superato la fase del semplice recupero post-pandemico“, evidenzia il Rapporto Federculture.

La crescita, però, non interessa in modo uniforme tutta la popolazione. A trainare la ripresa sono soprattutto i più giovani. Nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni, infatti, oltre il 77% frequenta il cinema almeno una volta l’anno, mentre resta elevata anche la partecipazione a concerti e altre iniziative culturali. Un dato che conferma come le nuove generazioni continuino a mostrare interesse verso la cultura, seppur attraverso modalità e linguaggi differenti rispetto al passato.

Persistono, invece, profonde differenze territoriali. Nel Nord-Ovest oltre il 40% dei cittadini visita musei e mostre, mentre nel Mezzogiorno la quota si ferma intorno al 26%. Lo stesso divario emerge sul fronte della lettura: legge almeno un libro il 47,8% della popolazione del Nord, contro il 29,5% registrato nel Sud.

Anche il confronto con gli altri Paesi europei evidenzia un ritardo dell’Italia. Nel 2022, ultimo anno disponibile per il raffronto internazionale, soltanto il 36,9% degli italiani ha partecipato ad attività culturali come cinema, spettacoli dal vivo o visite a siti culturali, mentre in nazioni come Danimarca, Lussemburgo e Norvegia la partecipazione supera il 70%.

Il quadro evidenzia così una doppia dinamica: da un lato cresce il pubblico dei principali comparti culturali; dall’altro resta ampia la quota di popolazione che partecipa poco o non partecipa affatto“, sottolinea ancora il rapporto.

In aumento anche la spesa delle famiglie destinata a ricreazione, sport e cultura. Secondo gli ultimi dati Istat riferiti al 2024, la media mensile raggiunge circa 105 euro, con un incremento del 3,1% rispetto all’anno precedente. Un aumento che, tuttavia, non basta a recuperare gli effetti dell’inflazione, lasciando il potere d’acquisto ancora al di sotto dei livelli del 2019.

Restano infine marcate le differenze tra i territori: in Trentino-Alto Adige, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Toscana ed Emilia-Romagna la spesa supera i 130 euro al mese, mentre in Puglia e Calabria si attesta poco sopra i 40 euro, confermando come le disparità economiche continuino a incidere sull’accesso alle opportunità culturali.

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