“Venite pure avanti, voi, con il naso corto, signore imbellettate, io più non vi sopporto infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio...” (Francesco Guccini, Cirano -
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Abodi su arbitro Di Francica aggredito in Calabria: “Magistrati applichino le norme”

“Arbitri e giudici di gara ancora aggrediti, soprattutto in campionati giovanili, e non solo di calcio. Ho voluto garantire per norma una maggior tutela per queste figure indispensabili per lo sport, modificando – grazie al ministro e collega Carlo Nordio – l’articolo 583 quater, ma sembra che i magistrati che potrebbero intervenire non la conoscano o non la applichino. Perchè?”. Lo scrive su X il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, commentando la notizia dell’aggressione all’arbitro di Di Francica avvenuta in Calabria durante una gara giovanile.

La norma in questione a tutela dei direttori di gara voluta dal ministro stesso è inserita nel dl sport che prevede la reclusione da due a cinque anni in caso di lesioni gravi o gravissime: la pena è, rispettivamente, della reclusione da quattro a dieci anni e da otto a sedici anni. “Nell’ipotesi di lesioni personali cagionate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni, si applica la reclusione da due a cinque anni. In caso di ‘lesioni gravi o gravissime, la pena è, rispettivamente, della reclusione da quattro a dieci anni e da otto a sedici anni. Le disposizioni del primo comma si applicano anche se uno dei fatti ivi indicati è commesso in occasione di manifestazioni sportive nei confronti degli arbitri o degli altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle stesse”, spiega la norma.

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