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Reggina: la giornata speciale di Armando Calveri, protagonista lontano dai riflettori

di Paolo Ficara – Mentre il proscenio e gli applausi del “Granillo” venivano tributati a Francesco Cannizzaro e Claudio Lotito, alle spalle del palchetto in tribuna vip si consumava ciò che gli spagnoli definiscono una corazonada. Sul manto erboso, cortese nei confronti di chi si è avvicinato per salutarlo ma volutamente distante da tutto e da tutti, Armando Calveri si è gustato quel che può essere considerato un suo successo.

Dei tanti conquistati in carriera, quello che gli ha toccato – appunto – il cuore.

“C’è l’ausilio di un vostro conoscente di Reggio, Armando Calveri. Al quale sono legato da fraterna amicizia, considerazione e rispetto. Perché è una persona di qualità professionali, morali, ed è attaccatissimo a questa terra. Con lui e Romairone abbiamo buttato giù un progetto per la Reggina”. Queste le parole al miele pronunciate dal patron amaranto Claudio Lotito, verso colui che a tutti gli effetti è il suo braccio destro sportivo.

Armando Calveri è cresciuto nella Reggina sia come calciatore che come dirigente. Prima di approdare alla Lazio di Lotito nel 2010, come segretario generale. La Reggina aveva già salutato il palcoscenico della Serie A. Per tre lustri, Calveri ha sempre voluto sentire odore di casa. Informandosi di continuo su ciò che accadeva alla sua Reggina. Nonostante l’impegno professionale fosse profuso all’interno di una realtà a respiro europeo, come la Lazio.

Le parole di Lotito confermano ciò su cui non esisteva dubbio. Chiaro che il ruolo di Cannizzaro sia stato decisivo, come motore. Ma se l’imprenditore romano ha accettato di rimettere le ali alla Reggina, la parola di Armando Calveri ha indubbiamente inciso. Non è un caso che sia stato proprio il dirigente originario di Campo Calabro, il primo ad arrivare al Sant’Agata subito dopo la chiusura della trattativa per l’acquisizione del club.

Una prima porzione del sogno di Calveri, si è materializzata ieri. Il suo “capo”, la straordinaria figura al quale è legato da “fraterna amicizia”, è stato accolto a Reggio Calabria nel migliore dei modi. Prima dalle istituzioni, con una visita alla Città Metropolitana fresca di Consiglio appena eletto. Poi da un calorosissimo pubblico che conferma, ancora una volta qualora ce ne fosse bisogno, come la realtà sia molto diversa dalle tastiere.

Senza offesa né per Cannizzaro né per Lotito, ma la figura che ci rasserena più di tutti – in questa fase – è proprio quella di Calveri. Non vogliamo utilizzare termini già accostati ad altre figure del recente passato. Sappiamo quanto sia tifoso. Sappiamo che non ha bisogno di dimostrarlo, o di imbonire.

Calveri si è gustato la “prima” di Lotito nel suo stadio. Nella sua città. Sembrava il manager dei Beatles, durante uno dei loro storici concerti. Almeno un paio di volte, il telefono lo ha distratto. Se ha risposto, era sicuramente questione importante di lavoro. Quindi, o stava comprando qualcuno la Lazio, oppure la Reggina. Poi la conferenza si è protratta oltre le 20:30, è stato necessario accendere i riflettori. E quando si sono accesi, non l’abbiamo più visto. Non è mai riuscito a starci sotto.

 

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