di Paolo Ficara – Se Claudio Lotito è il classico personaggio che o lo ami o lo odi, i primi segnali da parte del pubblico di Reggio Calabria propendono verso l’amore sviscerato. L’impatto della prima conferenza – congiunta, anche come organizzazione, col sindaco Cannizzaro – tenuta lunedì 20 luglio allo stadio “Granillo”, non lascia spazio ad interpretazioni. Tribuna strapiena e festante. Accoglienza tipica di un popolo appena liberato da una tirannia.
Ci siamo presi qualche ora, prima di riportare le dichiarazioni già rese note dalle molteplici dirette social consentite. Per capire quali sensazioni ci lasciava. E poter raccontare l’impatto, a quei tanti reggini che vivono fuori e non si sono potuti gustare la scena in presenza. Il primo cittadino Francesco Cannizzaro ha preso giustamente per primo la parola, dopo aver mantenuto la promessa di campagna elettorale: “Il dossier Reggina sarà il primo”. Ipse dixit. C’è chi potrà storcere il muso, rispetto ai diversi gravi problemi che attanagliano la città. Ma è stato di parola.
“Questa non è una platea normale. Questa è Reggio Calabria, la città più bella del mondo – ha esordito Cannizzaro – Con amicizia, affetto e profondo rispetto istituzionale, do il benvenuto a Reggio al presidente e senatore Claudio Lotito. La Reggina è il punto di riferimento del calcio calabrese, lo è stato anche per il Sud Italia. Quando ancora non avevo deciso di scendere in campo, iniziai a parlarti di questa straordinaria realtà. Che stava morendo. E io non potevo stare a guardare”.
Il sindaco non ha bleffato né sull’inizio dei contatti, né sul livello dell’amicizia con Lotito. Ci risulta infatti che la prima richiesta di intervento per la Reggina, risalga al 2025. Il massimo dirigente della Lazio, in gran segreto, sarebbe già sceso a Reggio Calabria lo scorso 24 giugno proprio per festeggiare il compleanno dell’amico Cannizzaro. Pochi giorni prima, dunque, di concludere l’acquisto della Reggina.
“Mi hai insegnato tanto, dicendomi che non bisogna mollare nei sogni in cui si crede. Questa città non può prescindere dal calcio di primo livello. Guardandomi negli occhi, mi hai detto che ci saresti stato. Ho letto di tutto in questi mesi. Lotito va a Reggio Calabria, per poi essere candidato alle politiche. Chiedo a chi lo ha scritto? Credete che Lotito abbia bisogno di Reggio Calabria per entrare in Parlamento? Magari, dico io”. Ha voluto puntualizzare Cannizzaro, nello scusarsi di aver posticipato l’inizio della conferenza alle 19:30. Dialogo poi protrattosi fino alle 21:00.
Dopodiché, era normale che il grande tema potesse essere la multiproprietà. Nessuno si poteva illudere che uno come Claudio Lotito, seppur vividamente sorpreso dal calore riservatogli, esprimesse a chiare lettere ciò che intenderà fare tra un anno. Quando, ci si augura tutti, la Reggina sarà di nuovo tra i professionisti. Ma per chi sa leggere tra le righe, la risposta è arrivata. Eccome.
“Cannizzaro mi ha stalkerizzato. Ci lega un’amicizia incredibile. Siamo due persone del fare, non del proclamare – ha simpaticamente sottolineato Lotito, nel prendere la parola – Mio padre, calabrese, mi ha insegnato cinque situazioni inderogabili. Famiglia, onore, dignità, parola e determinazione. Mi riconosco in questi concetti e ho deciso di fare questa avventura. La verità è questa: attenti a quei due. Ciccio non ha mollato di un centimetro. Si è presentato anche dal notaio, vedendo che la trattativa era complicata. Chiedo solo lealtà”.
Dopo aver annunciato la presenza di Giancarlo Romairone come direttore sportivo, Lotito ha ringraziato con parole al miele il suo braccio destro reggino: Armando Calveri, segretario generale della Lazio. Ci torneremo in maniera più articolata.
“Abbiamo buttato giù un progetto di rinascita per la Reggina. Abbiamo scelto l’allenatore, stiamo scegliendo i giocatori. La Reggina deve ritrovare consenso e risultati. Stiamo lavorando indefessamente, mettendo a disposizione risorse. Ritengo che questa categoria debba essere soltanto transeunte. State dimostrando affetto al buio, voglio dare risposte concrete”.
“Ci stiamo attrezzando per creare la soluzione non solo per quest’anno, ma anche per il futuro”. Questa una prima frase, con la quale il senatore Lotito ha lasciato intendere di non voler essere di passaggio per la Reggina. Prima di sottoporsi alle domande dei giornalisti, cui è stato riservato il settore di tribuna vip. Tutto l’intero settore è stato rimesso a nuovo dalla ditta Castore.
Chiare le parole di Cannizzaro, su centro sportivo e stadio: “Nelle prossime ore si procederà al bando per il Sant’Agata. In queste settimane, l’amministrazione ha lavorato per rendere consona la struttura. Una lunga concessione dello stadio? Potevo presentarmi oggi, dicendo di aver avviato un progetto futuristico. Sarebbe stato indelicato. Abbiamo concesso, per quest’anno, lo stadio alla Reggina. Ci siamo ripromessi, a partire dal 1° settembre, di riprogrammare il futuro degli impianti sportivi. C’è la voglia di organizzare un progetto a lungo termine, che dovrà poggiare su basi solide”.
Lotito tratta così il tema della multiproprietà: “Intanto dobbiamo portare a casa il risultato, vincendo il campionato. La norma sulla multiproprietà ha depauperato i territori. Se oggi fossi venuto qui con la Lazio 2, a Reggio non sarebbe interessato nulla. La vocazione dei territori va tutelata. Se andiamo a verificare ciò che succede in Europa, troviamo tante multiproprietà. Il tema è di politica sportiva. La Salernitana è stata in Serie A, è stata data in trust senza deroga: me l’hanno venduta il 31 dicembre a 10 milioni, una società che ne valeva 80 tra parco giocatori e strutture”.
A nostra domanda su quale sia l’obiettivo sportivo a lungo termine con la Reggina, Lotito risponde in maniera tanto scaltra quanto inequivocabile: “Non sono abituato a fare progetti a breve, ma sempre a medio o lungo termine. Abbiamo l’impegno di approdare nel calcio professionistico, speriamo di arrivarci il prima possibile. Creando le condizioni per crescere. C’è la consapevolezza che Reggio meriti un calcio di alto livello, sto lavorando affinché ciò accada. Anche per il futuro, con il convincimento che Reggio non possa stare nelle categorie inferiori”.
Circa la trattativa per rilevare il club, il fatto che Lotito non nomini l’interlocutore fa intendere tutto: “Se non ci fosse stato il sindaco, la trattativa non si sarebbe conclusa. La valorizzazione economica della squadra era fuori mercato. Non avrei impiegato le risorse che ho impiegato. L’ho fatto nell’interesse di una comunità che voleva trasformare i sogni in solide realtà. Il sindaco ha partecipato alle trattative, si è reso conto che non dipendeva dalla mia volontà. Cambiavano le condizioni in corso d’opera. Io sono calabrese nella testa: pacta sunt servanda. Il tema è sempre l’interesse della Reggina. Se ci sono situazioni non contemplate e che vengono fuori dopo, uno deve sapere di che morte muore. Voglio bene a Cannizzaro: non era per le cento lire in più, il problema riguardava gli impegni assunti. Ho preso l’impegno: va onorato nel migliore dei modi, a tutti i costi”.
Poi, rispondendo a tutt’altra domanda sul Sant’Agata, Claudio Lotito torna anche su quella che è stata la sua esperienza calcistica a Salerno: “Con la Salernitana ho fatto tutti i campionati: la D, la C2, la C1 e la B. Poi chiaramente sono tra i più longevi, in Serie A. Ci attrezzeremo per rendere la Reggina competitiva. Sdoganarci dai dilettanti non è semplice. In D vince una sola. Sta a noi allestire una squadra competitiva, sta a voi supportare la squadra”.
“Non intendo tradire né la città, né il mio amico Cannizzaro. Sarei dovuto andare a New York per la finale del Mondiale, non come semplice spettatore. E vi do una notizia: Infantino è tifoso della Reggina”. Questa la conferma di Lotito, circa il proprio viaggio annullato proprio per non posticipare ulteriormente la propria presentazione a Reggio. “Non ci sarà un presidente, ma un amministratore plenipotenziario”.
Serio ma mai serioso, Lotito ha scrutato tutti. Pesando ogni risposta. Offrendo la piena conferma su quanto sia coinvolto ed immerso nel mondo Reggina. Ribadiamo quanto già scritto: non vediamo l’ora di affrontare le 34 battaglie che dovranno portarci fuori da queste maledette sabbie mobili.
